Johnny Mnemonic

Se finora i nostri eroi senza macchia e senza paura sono sempre stati uomini o donne, ma sempre e comunque individui forti o deboli nella loro umanità, con Johnny Mnemonic entriamo in un nuovo futuro credibile, un universo terrestre in cui non basta essere più solo uomini per poter vivere: si tratta di un futuro ben delineato dall'omonimo racconto da cui il film è tratto, in cui tutti hanno innesti meccanici e/o elettronici che migliorano la qualità e le prestazioni degli esseri umani.

Ma quanto di umano resta ad un eroe che è tale proprio perché in parte non è più umano?

Il film si apre con una didascalia che spiega come alle porte della seconda decade del XXI secolo una nuova malattia stia piagando la società: è l'N.A.S., una malattia del sistema nervoso indicata dai più superstiziosi come il "tremore nero". In più lo spionaggio industriale è diventato intollerabile, a causa degli Hackers e della Yakuza, una fortissima organizzazione criminale. A volte le informazioni più importanti devono essere affidate a corrieri mnemonici che contrabbandano dati inserendoli nei loro impianti cerebrali.

Alla fine della spiegazione ci troviamo in un corridoio virtuale che ci conduce fino al protagonista: si chiama Johnny, Johnny e basta, ed ha appena perso la sua ultima ragazza, che con una scusa l'ha lasciato solo in una stanza d'albergo, mentre la televisione sta parlando della nuova malattia chiamata N.A.S.(sindrome da attenuamento del sistema nervoso).

Johnny non sa chi è, non sa se è una casa, aveva bisogno di lavorare e di sopravvivere, per questo la sua memoria è stata asportata e sostituita da un impianto cerebrale: Johnny non ha più i suoi ricordi.

Johnny telefona a Ralfi: costui avrebbe dovuto prenotargli un'operazione per poter riacquistare la sua memoria, ma i chirurghi costano e Johnny non ha abbastanza soldi. Però ha il grande vantaggio di avere ancora un impianto cerebrale, e Ralfi ha bisogno di lui per un'ultima corsa: si informa se Johnny ha potenziato la sua capacità di memoria, in modo da poter fare il colpo grosso e ottenere così la somma che gli serve, e gli fissa un appuntamento per il giorno dopo.

E se c'è una funzione 1- Allontanamento, questa va individuata proprio qui: Johnny si è idealmente allontanato dalla sua dimensione umana, rinunciando alla sua memoria. Un Johnny ed un Winston in questo senso sono quanto di più vicino si può trovare in ambito di narrazione: Winston aveva paura di perdere la sua memoria storica, perché perdendola avrebbe irrimediabilmente perso parte di sé stesso, forse la parte migliore; Johnny si rende conto troppo tardi di aver perso la parte migliore di sé stesso e fa di tutto per recuperarla.

Il giorno dopo Johnny puntualmente si reca nel centro di una Pechino dilaniata dalle dimostrazioni di manifestanti infuriati che chiedono una soluzione al N.A.S.

Johnny, sprezzante di ciò che gli accade intorno e troppo occupato a risolvere i suoi piccoli problemi

personali, nella sua linda camicia bianca, entra nell'hotel super lussuoso dove dovrà incontrare i suoi clienti e risponde ad una chiamata per Mr. Smith. Nell'ascensore, espande la sua memoria fino a 160 gigabytes. Entra in una stanza dove trova dei giovani molto nervosi alla prima esperienza con i corrieri mnemonici, preoccupati perché Johnny dovrà portare 320 gigabytes di informazioni preziosissime che non possono andare perdute.

Johnny sa di non avere tutto quel potenziale, e sa che il rischio è la crisi sinaptica con la sua conseguente morte, ma ha bisogno di quel lavoro e di quei soldi se vuole recuperare la sua memoria. Quindi sostiene il suo ruolo.

Siamo qui di fronte alle funzioni 2- Divieto e 3- Infrazione del divieto: Johnny sa di non avere tutta quella memoria, ma rischia lo stesso.

Per caricare i dati, apre la valigetta, ne estrae degli oggetti estremamente tecnologici e spiega ai ragazzi come inserire il codice di accesso per lo scaricamento dei dati. Dopodiché inserisce lo spinotto nella sua nuca ed inizia il caricamento.

E qui, alla faccia della storia, l'effetto speciale la fa da padrone: Last Action Hero ci aveva aiutato ad immaginare cosa potrebbe succedere se i personaggi di un film uscissero dagli schermi (ma restano pur sempre personaggi, per quanto travestiti stranamente); l'Uomo Ragno ci aveva abituato a fantastiche imprese su e giù per i muri con tanto di ragnatela; Supermariobros. ci aveva trasportato in una dimensione parallela costruita sulla base della nostra ma evoluta in maniera diversa; Orwell 1984 ci aveva condotto per mano alla disperazione più nera; ma Johnny Mnemonic ci porta nella dimensione dell'Effetto Speciale: "Avremmo potuto stupirvi con effetti speciali: ma noi siamo scienza, non fantascienza" recitava un famoso slogan pubblicitario di qualche anno fa. A questo proposito gli appassionati potrebbero argomentare "Ma noi siamo fantascienza, non effetto speciale". La fantascienza nella cinematografia non si connota di certo solo per via degli effetti speciali di contorno: naturalmente anche la spettacolarità fa la sua parte, ma come tutto il resto è relativa. Anche Orwell 1984 è un film di fantascienza, eppure non vi si trovano effetti speciali. Ciò che conta è soprattutto la storia, l'idea della ricerca, della previsione, dell'aspettativa; l'esorcizzazione delle nostre paure o il tentativo di avvalorare le nostre speranze: questo è fantascienza almeno quanto la storia dell'astronave di un contrabbandiere che salva per sbaglio una principessa, se ne innamora e uccide il cattivo. E' anche vero che Guerre Stellari non sarebbe tale se non ci fossero gli effetti speciali, ma sarebbe limitativo basare tutto su quello.

Johnny Mnemonic avrebbe anche potuto essere narrato partendo dal presupposto che i dati erano già nella sua testa (molti films partono dando il prologo per scontato, perché tanto si ricostruisce e dunque si capisce lo stesso): ma il martellamento dati a cui la computer graphic ci introduce, con il giusto tocco di hard rock di sottofondo, ci aiuta ad entrare in quel mondo tecnologico che non ci appartiene (altrimenti ci renderemmo conto di come non sia possibile mettere 320 giga in soli 160) dando una credibilità tutta particolare all'evento.

Ma qualcosa va storto. Sull'ascensore salgono dei killers guidati dal terribile Shinji. Avanzano verso la stanza dei giovani scienziati che stanno caricando i dati nella testa di Johnny, e che Shinji ritiene dei traditori.

Intanto Johnny è carico, e gli scienziati hanno definito i codici di accesso: Johnny è scosso dal sovraccarico di informazioni e va nel bagno dove accusa dei forti mal di testa e perde sangue dal naso. Ma è questione di pochi minuti. Sta per uscire dal bagno, ma la stanza viene invasa dai killers che iniziano ad ammazzare tutti a sangue freddo. Johnny non si fa prendere dal panico, li lascia operare, poi esce d'improvviso dal bagno, recupera quello che riesce del codice per lo scaricamento dei dati e fugge. I killers però capiscono verso dove si sta dirigendo e scatta la ricerca verso la sua destinazione: Newark.

La fuga di Johnny è iniziata, ma nella migliore tradizione della funzione 4- Investigazione, i suoi inseguitori sanno già dove andrà. Non resta che vedere come fare per rintracciare con precisione chi è Johnny e a chi si rivolgerà (funzione 5- Delazione).

Johnny giunge nello squallore di Newark, città in declino invasa da barboni e senza tetto. All'aeroporto lo scanner individua l'impianto cerebrale di Johnny e lo avvisa che è imminente una crisi sinaptica che lo coinvolgerà entro le ventiquattr'ore. Johnny ringrazia ed informa che farà ciò che è necessario.

Intanto Shinji si presenta al signor Takahashi (presumibilmente il suo capo) e porge le sue condoglianze. Purtroppo deve spiegare che gli scienziati traditori della Pharmacom sono morti ma i dati erano già stati caricati nel corriere che è giunto proprio in quella città, Newark.

L'imperturbabile Takahashi ha appena perso la sua unica figlia di pochi anni, e ringrazia Shinji per le condoglianze, ma i suoi affari in questo momento sono più importanti. Shinji chiede qual è la natura dei dati che Takahashi vuole recuperare con tanta solerzia, ma quest'ultimo non dà spiegazioni: gli hanno solo ordinato di prendere la testa del corriere mnemonico e di conservarla criogenicamente, perché i traditori hanno cancellato l'unità di memoria centrale della Pharmacom, quindi se perdono il corriere perdono anche i dati.

Intanto, dal taxi, Johnny parla con il suo agente: è preoccupato, ma Ralfi gli dice di stare tranquillo e di fidarsi, perché anche senza il codice completo i dati possono essere estratti. Dopodiché comunica all'autista il posto in cui portare Johnny.

Ralfi si trova in un locale dove girano strani personaggi. In particolare conosciamo Jane che chiede al suo amico Spider un lavoretto speciale: ma Spider è preoccupato, e vorrebbe che Jane facesse altre analisi, prima di farsi innestare qualcos'altro. Jane non è contraria, ma ha bisogno di un lavoro e vede Ralfi insieme a due travestiti, o qualunque cosa siano: sono le guardie del corpo personali di Ralfi che secondo Jane sono superate e vecchie. Ella vorrebbe prenderne il posto, ma secondo Ralfi il problema di Jane è il sistema nervoso: i suoi innesti nelle braccia non sono di prima qualità e Ralfi non lavora con chi non è di prima qualità.

Johnny intanto arriva in un posto alquanto malfamato, privo di luci e in decadenza. Qualcuno dall'alto lo osserva e si chiede cosa ci fa un "pulito" nella terra dei Lotek. Johnny viene richiamato da qualcuno che gli fa cenno di entrare in uno scantinato. Ma non trova Ralfi: trova gli uomini di Shinji. Johnny non è impreparato a questo tipo di inganni e fugge. Gli sparano, e per errore viene ucciso uno dei due osservatori: Jay Bone raggiunge l'amico ucciso e Johnny lo salva da morte sicura. Egli allora ricambia il favore facendo fuori l'altro killer.

Jay Bone è un Lotek e gestisce il Paradiso, il suo quartiere generale; ma mentre sta spiegando questo a Johnny, sparisce nel buio, esattamente come dal buio era apparso.

La funzione 6- Tranello si è realizzata al meglio delle sue potenzialità, infatti Johnny rispecchia tranquillamente la funzione 7- Connivenza, cioè cade nel tranello.

Johnny raggiunge Ralfi e lo coglie di sorpresa: gli spiega tutto dell'agguato, ma le sue guardie del corpo lo atterrano, trasportandolo in uno scantinato. Jane, che nota la scena, non vuole perdersi l'opportunità di procacciarsi da sola un cliente, e li segue.

Johnny si risveglia: è legato su di un lettino e vuole sapere cosa gli hanno caricato in testa, perché se la sente così piena che potrebbe esplodere. Di fianco a lui c'è Shinji: Ralfi gli spiega che nessuno è mai riuscito a sfuggire alla Yakuza, vogliono solo tagliargli la testa perché così potranno conservare i dati che altrimenti senza codice rischierebbero di essere perduti. Intanto Jane, da un corridoio d'aerazione, assiste non vista alla scena. In realtà la Yakuza non vuole solo i dati, vuole proprio che Johnny Smith scompaia in maniera che nulla possa essere più recuperabile neppure attraverso sonde mnemoniche. Jane riflette velocemente: rompe la grata atterra i quattro intorno a Johnny e si rivolge a quest'ultimo chiedendogli 50.000 crediti per salvarlo. Johnny accetta senza farselo ripetere due volte, Jane lo libera e insieme riprendono il controllo della situazione. I due scappano e Shinji dalla rabbia uccide Ralfi.

In questa fase non si può parlare né di funzione 8- Danneggiamento (cioè l'antagonista arreca danno all'eroe), né di funzione 8A- Mancanza, in quanto l'antagonista non ruba nulla.

In termini di funzione 8A, la struttura della storia potrebbe essere rivista se decidessimo di far partire proprio dalla mancanza l'idea di eroe: a Johnny manca la sua memoria e la vuole recuperare. La mancanza è resa nota (funzione 9- Mediazione) e Johnny parte per fare un ultimo lavoro che gli permetterà di recuperarla (funzione 10- Inizio della reazione). Arriva in albergo, carica i dati e parte per Newark (funzione 11- Partenza). Ma viene catturato e liberato da una donna piena di innesti bionici (che sia le i il mezzo magico?): e siamo così alla funzione 12- Prima funzione del donatore. Non siamo, cioè, di fronte al salto strutturale che avevamo già sperimentato con l'Uomo Ragno: siamo ad una revisione funzionale della struttura dell'eroe. D'altro canto dalle fiabe russe di Propp ad oggi, le cose un po' sono cambiate, ma non così tanto: ciò che sembra continuare a mancare in questo tipo di produzioni è quel supporto psicologico che fa del personaggio un essere umano, e dunque l'eroe per definizione, quell'eroe classico a cui la letteratura ci aveva abituato all'alba dei tempi, e che solo in parte abbiamo ripreso con Orwell 1984 e di nuovo solo in parte riprenderemo con Blade Runner. In più se in un cero tipo di produzione (forse più idealista e positivamente utopica, quindi decisamente meno realistica) il buono era buono e il cattivo era cattivo, ora siamo messi di fronte a figure ambigue i cui ideali sono dettati soprattutto dalla sopravvivenza in un mondo i cui valori sono completamente rovesciati.

Ralfi ne è un esempio: all'inizio procaccia il lavoro a Johnny, quindi dovrebbe essere per lo meno dalla parte del buono; solo che poi lo vende alla Yakuza, e quindi si schiera dalla parte del cattivo. Sennonché la Yakuza non ha niente da spartire con elementi come Ralfi, e lo ammazza. Nel racconto la posizione di Ralfi è meno oscura e tutto sommato anche meno meschina, nel senso che si tratta di una persona che si assume le proprie responsabilità in ambito commerciale, cosa che non lo onora così come non lo infama. La stessa Jane difende Johnny per denaro: quindi se qualcuno la pagasse di più lo ammazzerebbe? Jane forse non è proprio un mezzo, ma non è neppure completamente umana, e i suoi innesti ce lo dimostrano: l'esperienza di Jane nasce molto tempo fa, in un periodo in cui i computer erano ancora enormi calcolatori che occupavano stanze intere con i loro rulli di nastri magnetici, e per salvare vite umane si arrivava alla realizzazione di cose come l'Uomo da Sei Milioni di Dollari, o la Donna Bionica. No stupisce dunque più di tanto scoprire qualche innesto: e fu proprio l'U.S.S.L. 30 di Roma che nel Giugno del 1994 dichiarò l'esistenza di un microchip che introdotto nel midollo spinale all'altezza delle vertebre lombari avrebbe potuto ripristinare i collegamenti interrotti con gli arti inferiori. Ovviamente il tutto era ancora in via sperimentale, ma da quella volta, quando un network nazionale dette la notizia alle undici del mattino, la ricerca continua. E d'altronde che cosa sono i by-pass cardiaci, o le placche di metallo inserite nelle ossa, se non innesti che ci aiutano a sopravvivere? Con queste piccole indicazioni, Johnny Mnemonic ci vuole avvisare che la scienza nel nostro mondo, non è la fonte di bizzarre meraviglie (come poteva esserlo durante l'età vittoriana o subito dopo la rivoluzione industriale), ma è la forza onnipresente diffusa in ogni angolo recondito non solo del nostro ambiente ma anche di noi stessi: è un flusso inarrestabile che diventa la punta di quell'iceberg che è il mutamento sociale del nuovo mondo contemporaneo, quel mondo in cui da una parte la tecnologia è necessaria e utile, ad esempio per la ricerca scientifica o medica, e dall'altra è imposta dalla creazione commerciale di esigenze futili.

E il nostro eroe contemporaneo, nato da Ulisse e sviluppatosi con le fiabe, matura proprio in questo ambiente: e deve fare i conti con esso.

I Lotek intanto osservano la loro fuga: Johnny e Jane scompaiono in una zona di barboni controllata dai Lotek, mentre Shinji e i suoi uomini non riescono ad entrare perché Jay Bone glielo impedisce. Jane vuole i suoi soldi ma in questo momento Johnny non li ha. Jane si infuria e lo avvisa che non gli si scollerà di dosso finché non li avrà ottenuti: intanto però indaga e gli chiede perché volevano tagliargli la testa.

Johnny le spiega che è stato sovraccaricato con informazioni importanti, ma proprio mentre glielo spiega ha una crisi sinaptica. Jane lo fa sedere e lo copre con quello che trova li intorno.

Intanto nella tranquillità del suo studio ai piani alti di Newark, Takahashi sta guardando una videocassetta: è la sua piccola e perduta figlia che sta giocando, ma nel video subentra un'immagine, come un disturbo ed appare il volto di una donna che dice a Takahashi di diffidare di Shinji e di salvare il corriere mnemonico. Takahashi spegne subito il video, eliminando l'apparizione.

Johnny riprende piano piano conoscenza, con dei flash di un bambino su di un triciclo: forse sono frammenti di ricordi di un'infanzia che lui non sa se è la sua o no. Si sveglia completamente, ed è arrabbiato che Jane l'abbia fatto dormire, perché lui non ha tempo, deve scaricarsi la testa prima che sia troppo tardi. Jane gli chiede se ha mai sbirciato le informazioni che porta, ma Johnny le spiega che esiste una procedura di sicurezza in quanto è più sicuro che il corriere non sappia ciò che porta.

Jane conosce bene i Lotek, è per questo che lì possono stare tranquilli. Mentre si incamminano, Jane gli chiede come fa a portare i dati e Johnny risponde che si è fatto asportare un blocco di memoria permanente e si è fatto impiantare un innesto. Ha cancellato tutta la sua infanzia: non si ricorda nulla, ma quello spazio gli serviva per lavorare. Johnny ha bisogno di un computer per tirarsi fuori quei dati: lo può fare grazie ai suoi corsi estivi di "intrufolamento".

Che l'eroe ci stia prendendo in giro? Un corso di "intrufolamento" potrà essere sicuramente utile, ma presuppone procedure non legali, altrimenti non si chiamerebbe così; eppure nella società di Johnny, i corsi estivi servono anche a questo.

E comunque nel discorso tra Johnny e Jane, emerge la mancanza (funzione 8A): solo che non è una cosa che gli è stata rubata dall'antagonista, è una mancanza che Johnny palesava già dall'inizio. E d'altro canto vedremo che la memoria non sarà nello svolgersi della storia, l'unica mancanza di cui soffrirà Johnny.

Jane allora lo porta in un magazzino, e Johnny assembla un computer per poter entrare nella rete. Grazie ad un casco Johnny visualizza virtualmente la rete e cerca di capire dove gli scienziati stavano mandando il fax con il codice di scaricamento, per avere un punto di riferimento a cui rivolgersi ed eventualmente recuperare la parte mancante del codice. Era un numero di Newark.

Shinji si aspetta una mossa simile e per questo tiene sotto controllo la rete, per capire chi aveva interesse a recuperare quei dati. Johnny scopre che il fax era diretto al dottor Allcome: ma il numero di fax corrisponde a quello di una copisteria aperta 24 ore su 24. La sua traccia non lo porta da nessuna parte. Allora cerca informazioni presso un sistema che gli doveva un favore: l'unica informazione che ottiene è che ha in testa roba che scotta, roba della Pharmacom che la Yakuza è stata ingaggiata per recuperare. In quel momento Shinji lo individua e gli spara un virus: Johnny vuole sapere di più ma un volto di donna gli appare e lo avvisa di fuggire, perché la Yakuza sta arrivando. E' lo stesso volto che era apparso nel video di Takahashi.

Sia che si decida di partire dalla funzione 8A o dalla 1, manca completamente la funzione 9- Momento di connessione: la mancanza infatti non viene palesata all'eroe, in quanto è l'eroe stesso che subisce la pressione di quella mancanza. Nessuno chiede a Johnny di essere salvato (o per lo meno non ancora), e per ora Johnny non si fa carico del problema della collettività, anzi: è tutto preoccupato di salvare la sua pelle, al punto di promettere pagamenti che chiaramente non può effettuare. Però dopo il suo sonno forzato, Johnny abbandona la strada ed entra nel magazzino (funzione 11) assembla il computer (funzione 13) e si mette in rete (funzione 14): forse è la rete il mezzo magico che permette a Johnny di trovare il cammino. Ma la rete è la massima rappresentante del concetto stesso di tecnologia, ed è stata proprio la tecnologia a mettere Johnny in questo guaio. Che il mezzo magico sia il volto di donna che appare nella rete? E allora Jane, potrebbe essere una nuova dimensione dell'eroe da riferire a quei casi in cui l'eroe non agisce da solo?

E se invece Jane fosse proprio il mezzo magico che riesce a condurre Johnny fino alla rete, che diventa così il vero indicatore del cammino (funzione 15)?

Jane gli stacca il casco e lancia una bomba: Shinji deve nuovamente informare Takahashi di avere fallito. Takahashi non vuole altri fallimenti e si rivolge alla Chiesa della Ritrasfigurazione: il Predicatore Karl, praticamente un cyborg, non si sottrae certo a questi servigi che rende volentieri in cambio di quei lauti compensi che gli permetteranno di aggiornare i suoi innesti.

Johnny intanto con la carta telefonica di Jane chiama un numero di telefono riservato che ha trovato nascosto nella rete. L'interlocutore che risponde è seccato di questa chiamata e minaccia Johnny, il quale essendo già in pericolo gli propone uno scambio vantaggioso: i dati che ha in testa contro la sua vita salva. Si danno appuntamento ma Jane è contraria e gli racconta che il suo amico Spider lo può aiutare, ma sul più bello viene colta da un attacco di N.A.S. Johnny allora la porta da Spider: forse, visto che cura lei, può davvero aiutare anche lui.

Spider sdraia Jane ed inizia ad inveire contro tutte quelle apparecchiature elettroniche che riempiono l'aria di onde elettromagnetiche e ci riducono il cervello in pappa: eppure non riusciamo a vivere senza.

La rete sembra aver dato una traccia a Johnny, ma arriva un inconveniente: forse per la prima volta nella sua vita, Johnny si trova a farsi carico del problema di un altro. In questo senso, solo a questo punto della storia Johnny sembra delinearsi come eroe, anche se è un eroe di convenienza: è vero che Spider aiuterà Jane, ma è insita in lui e tutto sommato non troppo nascosta la prospettiva che Spider possa aiutare anche lui.

Che Spider si chiami così in relazione al mitico Spiderman che tanto ci è stato a cuore qualche capitolo fa? Non è necessariamente detto che il nome derivi dal supereroe del fumetto, anche se è plausibile pensare che un nome con un significato così chiaro (Ragno) possa avere delle connessioni con ciò che significa. Spider è uno che si intende di scienza, e anche Peter lo è; Spider è anche uno che lavora da solo, e anche Peter lo è; il suo laboratorio è un insieme di cavi e probabilmente non è legalmente riconosciuto, e anche Peter ha dei guai con la legge; ma Spider non è il protagonista della storia ...

Eppure l'accorato grido contro l'aberrante invasione della tecnologia nel nostro modo di vivere identifica Spider come una persona che forse più di tutte quelle conosciute finora ha una piena coscienza delle condizioni di vita e delle problematiche ad esse connesse, e la critica sociale nei confronti di chi si affida ciecamente a sistemi tecnologicamente avanzati, senza un minimo di critica discriminante, che ci dia un corretto criterio per decidere cosa è bene utilizzare e perché e cosa invece è inutile, è palese.

Intanto i Lotek individuano il Predicatore Karl nella loro zona e Jay Bone consiglia ai suoi ragazzi di stargli lontano.

Nel suo ufficio, Takahashi cerca di dare un nome al volto di donna che da quando è iniziata quella storia lo ossessiona: si tratta di Carla Kolmann, ex amministratore delegato della Pharmacom, che prima di morire è stata impressa in un impianto artificiale ed ora in questa sua nuova veste opera come consulente. "Un fantasma nella macchina" commenterà qualcuno...

Per chi conosce i cartoni d'animazione giapponese, il richiamo più immediato a quest'evento è "Ghost in the Shell", e forse il manager della Pharmacom è un giapponese anche per questo. Il cartone si svolge intorno ad un corpo di polizia di una Tokyo drogata da reti informatiche: si tratta di poliziotti speciali, cyborg con cervelli umani ma fisici potenziati contro la criminalità. Il problema è la nascita e lo sviluppo di un'entità formatasi da un'intelligenza artificiale che si rende conto di esistere ma solo all'interno della rete: l'entità impara a gestirsi in maniera autonoma, si impossessa dei corpi dei cyborg per presentarsi al mondo, finché non riesce a trovare il modo di riprodursi indipendentemente dalla tecnologia. Non è propriamente il caso di Carla, come scopriremo, ma di per sé la cosa ha un senso se vista nell'ottica della perdita di umanità: i poliziotti del cartone animato rinunciano alla loro umanità trasformandosi in macchine mortali per un ideale di giustizia totale, contemporaneamente un'entità tecnologica teme la ripetitività e l'aridità dei suoi circuiti e cerca di entrare di prepotenza nella vita umana. L'unico mezzo che Carla sembra aver trovato per comunicare con gli uomini è l'essere entrata a far parte di una macchina, proprio nel momento in cui un uomo mezzo macchina ha deciso di rinunciare ai suoi impianti e recuperare la sua umanità perduta.

Johnny dal laboratorio di Spider cerca di chiamare la Pharmacom, ma viene colto da una nuova crisi e chiede a Spider se si intende di impianti mnemonici. Intanto il Predicatore si butta sulle tracce di Johnny a partire dal locale da dove è scappato con Jane.

Spider dà un'occhiata alla testa di Johnny: è bella incasinata, e non sa se potrà aiutarlo. Johnny gli dice allora che quei dati erano per il dottor Allcome e chiede a Spider se lo conosce. Spider non è sicuro di conoscerlo, ma lo può portare in un posto dove lo aiuteranno. Attendono Jane, dopodiché salgono sul furgone e partono. Ma Spider non vede il Predicatore, e all'ultimo minuto lo investe: ovviamente, essendo tutto un innesti, non si fa un graffio.

I tre arrivano in un ospedale di emergenza dove vengono curati i malati di N.A.S. con un medicinale della Pharmacom che costa moltissimo: lì Johnny scopre che Allcome (che in Inglese significa "tutti vengano") è una parola d'ordine che i medici volontari usano quando hanno un problema grave e non vogliono spaventare il paziente. E' una specie di chiamata di emergenza.

Johnny gli dice che non è possibile perché lui l'ha letto sul destinatario di un fax, e Spider gli risponde che quel fax era destinato a loro.

Ma chi sono loro? La resistenza alla malattia, risponde Spider, quelli che mandano avanti l'ospedale in cui Johnny ora si trova.

Spider lo collega ad un computer: i dati ci sono e sono integri, ma senza il codice d'accesso è difficile scaricarli. Allora prova a lanciare dei programmi di decrittazione, ma inutilmente. L'unica soluzione sembra essere quella di trapanare il cranio di Johnny e tirare fuori direttamente l'impianto, ma Johnny non vuole perché è troppo rischioso e potrebbe morire.

Spider lo fa riflettere sul fatto che comunque in poche ore morirebbe lo stesso, perché è sull'orlo dell'esaurimento sinaptico, e con lui se ne andrebbero anche i dati, ma quelli sono molto importanti, sono addirittura più importanti di lui: i dati che Johnny trasporta contengono la cura per l'N.A.S.! Certo, Johnny rischia di morire, ma la sua morte salverebbe migliaia e migliaia di vite umane.

Ed ecco finalmente la funzione 9- Momento di connessione, ma nel nostro ritratto dell'eroe lo sfasamento strutturale è troppo grande, e la descrizione del personaggio Johnny e della sua mancata infanzia non possono neppure avvalorare i criteri di Raglan.

Johnny sembra non voler sentire ragione. Ma se la Pharmacom rientrerà in possesso della testa di Johnny e quindi della cura, nessuno si salverà, perché non verrà mai messa in commercio: la Pharmacom non ha interesse che la malattia venga guarita perché se no ci guadagna troppo poco. E' meglio che venga curata. Se lui si farà operare da Spider, morto per morto, almeno salverà qualcuno. Johnny non sa che fare: quello che lui ha in testa vale un sacco di soldi, chi gli dice che poi Spider non cambierà idea appena sarà in possesso dei dati? Perché dovrebbe fidarsi?

Johnny se ne vuole andare e Spider glielo vuole impedire: ma in quel momento entra Karl il Predicatore che vuole la testa di Johnny. E' inutile: Karl è troppo potente e Spider urla a Jane di scappare con Johnny e di portarlo da Jones. Per Spider è finita.

Dov'è finito lo spirito di abnegazione che distingueva l'eroe da tutto il resto? Se dovessimo decidere da questa sequenza il nostro eroe diventerebbe Spider.

Jones è l'unico che può fare qualcosa per Johnny ma Johnny sembra non volersi fidare di Jane e richiama la Pharmacom: si danno appuntamento al ponte, e solo quando ormai la comunicazione è interrotta lo strano personaggio della Pharmacom toglie la sua maschera virtuale mostrando il volto di Takahashi. Ma di nuovo al telefono appare l'immagine di Carla che Takahashi si rifiuta di ascoltare.

Jane non condivide le azioni di Johnny, ma lo porta ugualmente al Paradiso. Johnny sta pensando a questa storia della cura del N.A.S. Johnny chiede allora a Jane chi è questo Jones, ma Jane resta nel vago. Intanto le guardie del Paradiso, per errore distruggono il furgone di Spider. Johnny si sente stanco: ha sempre cercato di evitare complicazioni e, ora di colpo dipende tutto da lui. E, preso dalla rabbia, inizia un monologo che per toni e passione può essere paragonato a quello di Potzo, solo che quest'ultimo aveva solo toni e passione, mentre Johnny carica di significato la sua arringa difensiva del suo stile di vita e della sua indifferenza nei confronti del mondo: vuole solo che tutto torni come prima, ma quale prima? Quello che ricorda o quello che ha perduto? Probabilmente non lo sa neppure lui.

L'esasperazione e la paura della morte danno a Johnny una nuova visione della vita: il Johnny dalla linda camicia bianca che entrava in alberghi lussuosi sprezzante delle manifestazioni popolari, si trova ora nella medesima condizione di quelle masse urlanti. Peggio, si trova in quella situazione a causa di una serie di avvenimenti assolutamente imprevedibili che l'hanno portato a sopravvivere per caso, in quanto lui non è abituato a quella vita, e nel momento in cui si rende conto che la sua posizione è ne più ne meno quella del fuggiasco che dorme per terra va in crisi. Forse questo è quello che ci aiuta a delineare la crescita del personaggio Johnny, e in qualche modo la sua maturazione: come direbbe Campbell, la presa di coscienza della realtà ha risvegliato Johnny, esattamente come aveva risvegliato Winston dal suo torpore ideologico. Johnny è una povera pedina del gioco della vita: non ha altre alternative che sottomettersi al suo destino di mezza macchina, la quale sopravviverà al mezzo uomo che lui è diventato per un puro problema economico. E come Johnny, tutti a questo punto dovrebbero chiedersi se ne vale la pena. Johnny in questa sua rocambolesca fuga non si sta salvando grazie ad un ideale che perseguita e in cui crede fortemente: si sta salvando grazie a Jane che lo protegge (e che verrà pagata per questo). E qual è l'ideale di Jane? Sopravvivere, perché ha un cliente per cui lavorare.

In un mondo senza ideali, Jane e Johnny sono gli emuli del vuoto che circonda le grandi città in rovina, che nel loro splendore fittizio ricordano le cattedrali gotiche della migliore tradizione artistica ed architettonica di tutti i tempi. E probabilmente sono anche i rappresentanti di tutta quella schiera di giovani che una mattina si alzano e decidono che da grandi vorranno fare un lavoro che permetterà loro di lavorare poco guadagnando tanto...

I due vengono intanto raggiunti dai Jay Bone che li porta da Jones. Ma Johnny ha una crisi. Jane e Jay Bone lo aiutano ad entrare nel Paradiso, una specie di rottamaio sospeso.

Intanto Takahashi si muove verso l'appuntamento con Johnny e dice a Shinji di raggiungerlo.

Johnny, in attesa di conoscere Jones, ha un flashback: crede di essere sul punto di recuperare la sua memoria. Jane gli è vicina, e forse tra i due è love story, ma Jay Bone interrompe il tutto sul più bello. Non c'è tempo e mentre vanno da Jones, Jay Bone spiega a Johnny che il Paradiso è stato costruito con tutti i rifiuti del mondo portati lì pezzo per pezzo. I Lotek stanno mettendo a punto un sistema, un network mondiale che possa trasmettere informazioni di contrabbando per dare un informazione giusta e reale a tutti i cittadini. Ovviamente questo sarà possibile grazie a Jones, che è un decrittatore dei marines.

Johnny però resta sconvolto quando scopre che Jones è un delfino eroinomane pieno di innesti. Intanto Shinji e Takahashi giungono al Paradiso. Johnny sembra non fidarsi di Jones, ha paura; però non ha alternative. I Killers salgono sul Paradiso, mentre Johnny si prepara e Jones inizia la sua decrittazione: ma non è così facile. L'attacco al Paradiso inizia a colpi di bazooka: il biglietto da visita della Yakuza.

I dati di Johnny sono troppo ben protetti e il sistema rischia di danneggiarsi: però Jones può aprire un corridoio e Johnny in questo modo potrà entrare dentro sé stesso e scaricare i dati su Jones.

A questo punto sembra che Johnny abbia deciso di aderire alla richiesta di aiuto. Se continuassimo a seguire il prospetto di Propp potremmo dire che Johnny ha vinto sulla funzione 16- Lotta. Ma la lotta di Johnny non avviene contro il nemico fittizio, l'antagonista irreale rappresentato da Shinji o da Takahashi, ma contro il suo vero nemico: sé stesso.

Fin dall'inizio Johnny è sempre stato il vero ed unico antagonista di sé stesso: il Johnny umano attaccato alla vita ha sempre dovuto lottare con il Johnny cyborg attaccato ai soldi e al suo lavoro. E il Johnny umano ha vinto. Dunque se nella disperazione abbiamo trovato il risveglio indicato da Campbell come primo momento nella formazione dell'eroe, con la vittoria dell'uomo sulla macchina troviamo il momento dell'iniziazione, in quanto l'amore per la vita porta Johnny ad affrontare la sua più grande paura: la paura della morte.

Takahashi vuole la testa di Johnny, ma sugli schermi televisivi del network del paradiso appare di nuovo il volto di Carla che gli dice che nella testa di Johnny c'è la cura per l'N.A.S. La figlia di Takahashi è morta per salvare gli interessi della Pharmacom: Carla sa che per l'azienda curare i malati è molto più proficuo che guarirli. La cura era già pronta da otto mesi ma la Pharmacom ci avrebbe perso troppo, e per questo ha lasciato morire un sacco di gente tra cui sua figlia.

Takahashi non vuole più ascoltare e con un colpo netto traccia i cavi degli schermi. Qualcuno però gli spara alle spalle: è Shinji, che avrà la testa di Johnny con o senza il suo aiuto. Intanto tra gli abitanti di Paradiso e i Killers infuria una lotta senza esclusione di colpi.

Johnny ha la meglio su Shinji, ma all'improvviso compare il Predicatore che se la prende con Jane. In quel momento Johnny si trova faccia a faccia con un morente Takahashi che gli consegna una parte mancante del codice di accesso per lo scaricamento dei dati e muore. Johnny corre allora in aiuto di Jane. Ma il Predicatore gli sbarra la strada: vuole la sua testa. Johnny gioca d'astuzia facendo conto sul fatto che il Predicatore è pieno di innesti e gli provoca un megacortocircuito.

E' fatta. Johnny chiede a Jay Bone di collegarlo e di nuovo appare il viso di Carla che sta bruciando: la Pharmacom per ringraziarla dei suoi servigi la sta distruggendo memoria per memoria, e con lei se ne andrà tutto quello per cui ha lottato, ma Johnny ce la deve fare, deve riuscire a fare entrare Jones nella sua memoria per tirare fuori quei dati, altrimenti sarà stato tutto inutile.

Johnny si prepara e si collega a Jones, intanto Jay Bone interrompe le trasmissioni e si introduce con una trasmissione pirata collegando Johnny in mondovisione.

Recuperare i dati non è facile, ma Johnny trova la terza ed ultima immagine mancante del codice di accesso e sui televisori di tutto il mondo appare la formula per la cura dell'N.A.S. E Johnny scivola in un sonno innocente in cui si rivede bambino.

Il flashback di Johnny è indicativo del terzo momento: ritorno al mondo. Il nuovo Johnny, cosciente dei suoi limiti è pronto a risvegliarsi in un mondo nuovo. Solo che il finale esaltante del palazzo della Pharmacom che brucia nel centro della città in mezzo al gaudio cittadino non indica un nuovo mondo: indica solo il mondo di sempre, semplicemente con qualcosa in meno.

La maturazione di Johnny da materialista indifferente ad idealista convinto non è poi così distante dallo sviluppo di tanti altri eroi, ma forse questo film più di altri mette in evidenza chiari sospetti sociali che ogni tanto si instillano insidiosi nella nostra mente: il paragone tra l'N.A.S e l'A.I.D.S. per esempio è lampante, e quindi la Pharmacom potrebbe diventare il simbolo di quel potere sotteso nei confronti del quale le persone comuni non possono fare nulla, e neppure Johnny avrebbe potuto far nulla se non si fosse trovato per sbaglio in quel pasticcio.

Ma Johnny Mnemonic punta anche la nostra attenzione su un altro punto fondamentale a cui purtroppo la produzione lascia poco spazio: ci stiamo circondando di mezzi tecnologici, come dice giustamente uno Spider esasperato dalla gente che si vede morire intorno, e non li conosciamo; siamo entrati in una dimensione dove non è più l'uomo che controlla la tecnologia, ma è la tecnologia che controlla l'uomo. Infatti, poniamoci una domanda: che differenza c'è tra un Johnny mnemonico del 2019 e un saggio greco del 919 a.C.? Entrambi devono ricordare, perché a quel tempo la Grecia non era ancora alfabetizzata. Solo che il saggio greco sa quello che deve ricordare, e decide di ricordare in un certo modo per essere sicuro che tutto possa essere riutilizzabile, e che la sua conoscenza possa essere tramandata. E per fare questo, il saggio greco studia dei processi concreti di pensiero che lo aiutino nella sua opera di memorizzazione, e quando scopre un trucco efficace, lo utilizza secondo quello che ritiene necessario.

Un qualunque Johnny mnemonico del 2019 accende un impianto tecnologico e perde il controllo di ciò che fa, perché non sa quello che ricorda, e se qualcosa va storto non sa come fare. Un Johnny mnemonico si affida ad un processo tecnologico che di sicuro ci aiuta, ma solo se lo conosciamo così bene da poter intervenire anche al di là di esso. Il vero mostro, sembra volerci dire questo film, non è tanto la tecnologia, quanto l'ignoranza che esiste intorno ad essa, quell'incapacità del sistema educativo di portarci verso un pensiero scientifico che una volta appreso potrebbe veramente migliorare la nostra qualità della vita.

E il nostro eroe probabilmente, nella sua evoluzione di protagonista di una storia più tecnologica del solito, non può che ridefinirsi alla luce di queste nuove esigenze.