L'Uomo Ragno

Dall'eroe al supereroe, con l'Uomo Ragno entriamo in un mondo tutto particolare, dove nulla corrisponde alla realtà, ma dove tutto invece è possibile. L'Uomo Ragno nasce come eroe dei fumetti e subito dopo dei cartoni animati. Negli Anni Ottanta la grande impresa: il cinema.

E con l'Uomo Ragno si apre un altro capitolo sui nostri eroi.

Il film si apre in uno studio medico alle dieci e quarantacinque di una mattina come tante altre: un orologio suona ed un medico che sta provando la pressione ad un paziente lascia il suo lavoro senza nessuna spiegazione.

Quasi contemporaneamente, in un tribunale alle undici della stessa mattina un avvocato nel bel mezzo della sua arringa lascia tutto a metà ed esce senza dare spiegazioni. Sale sulla macchina del medico, prende una pistola una maschera antigas ed una bomboletta: sembrano entrambi ipnotizzati. L'avvocato esce da una banca dove suona un allarme: ha evidentemente rapinato la banca. Poi il medico guida fino a schiantarsi contro un muro: due uomini escono dal cespuglio, prendono la refurtiva, e tolgono due distintivi dalle giacche dei due malcapitati.

Intanto ci troviamo nella redazione di un giornale, dove il capo sta visionando delle fotografie: sono belle, ma non sa che farsene. Conosciamo così il giovane fotoreporter Peter Parker, che fa questo tipo di lavoro per potersi pagare gli studi all'università. Il direttore del giornale però sembra non apprezzare il lavoro di Peter ed inizia una predica, che viene fortunatamente interrotta dall'arrivo di un giovane assistente: nella rapina alla banca c'è qualcosa di strano, infatti la televisione ha mandato in onda un comunicato minatorio in cui si avvisa che dieci cittadini sono stati programmati per uccidersi tra di loro da una persona, che per dimostrare il suo potere ha fatto fare una rapina in banca a due persone rispettabili (l'avvocato e il medico). Questa persona chiede un alto riscatto alla città altrimenti lascerà che i dieci cittadini si ammazzino.

Forse si tratta di un terrorista, o comunque di un ladro perché fa tutto per soldi. L'assistente dice al direttore di aver fermato le rotative per poter rifare la prima pagina, ma il direttore continua a non essere tranquillo.

Peter sa che sono stati fatti degli esperimenti sul controllo della volontà, e lui sa che è possibile agire in tal senso. Ma il direttore non vuole rischiare sul suo giornale, quindi ristruttura la prima pagina ma con discrezione. Peter, il cui aiuto non è più richiesto se ne va alla sua lezione.

Per ora siamo in una situazione normale: il classico prologo da fumetto, e anche la tecnica con cui le scene sono montate ci ricorda più un insieme di vignette che non un unico e fluido svolgimento della storia. Teoricamente, anche in questo caso alcune funzioni di Propp sono rispettate. L'uscita di scena di Peter infatti ci riporta alla prima funzione: L'allontanamento.

Nel laboratorio, Peter lavora con un collega: sono sempre sul chi va là, perché stanno lavorando ad un progetto radioattivo. Ma Peter è distratto da quello che ha saputo al giornale, e chiede al suo collega Dave se lui si intende di controllo della volontà. Dave ci ride sopra. Peter allora gli racconta del terrorista, ma Dave non sembra proprio interessato a questo tipo di problema. Intanto al laboratorio arriva un corriere che deve consegnare del materiale, ma Peter non ha i soldi per pagarlo e Dave non ha soldi da prestare a Peter. Il corriere allora se ne va, anche perché è un po' spaventato dalle radiazioni che si potrebbe beccare nel laboratorio.

In queste prime immagini, Peter si delinea come la persona che più è vicina a noi: è un bravo ragazzo (un ragazzo che lavora per pagarsi gli studi non può non essere un bravo ragazzo), ha senso civico (si interessa ai problemi della città in cui vive), è colto (addirittura conosce gli esperimenti sul controllo della volontà) ed è quotidianamente alle prese con piccoli problemi normali (i soldi per pagare il corriere). Inoltre in questa breve serie di sequenze riusciamo ad individuare due nuove funzioni:

2- Divieto: Peter lavora in un laboratorio radioattivo, quindi non può permettersi distrazioni

3- Infrazione del divieto: Peter invece è molto distratto, e non pensa alla pericolosità delle conseguenze di questa sua distrazione.

Nel laboratorio, Dave sta lavorando con delle scorie radioattive. Ma né Dave né Peter si rendono conto che un piccolo ragnetto viene investito da queste scorie. Dave porta via le scorie radioattive, mentre Peter finisce di eseguire dei controlli. Il ragnetto si annida indisturbato vicino alle cose di Peter, il quale, prendendo i suoi oggetti personali, viene morso. Dopodiché, accarezzandosi la mano ferita, esce dal laboratorio.

Il morso del ragno è l'elemento che ci distacca da Peter. Le nostre simpatie vanno a lui per tutta quella serie di caratteristiche che ce lo presentano come "normale", ma in realtà sappiamo abbastanza bene che per quanto noi si possa studiare la radioattività, sarebbe veramente strano se le stesse cose ci accadessero. A differenza di Danny, Peter è già un uomo: quindi se Danny in qualche modo incarna il desiderio di ogni bambino cresciuto, che ha sperato nella sua infanzia che qualcosa di veramente eccezionale accadesse, Peter invece si scontra con quel muro di razionalità adulta che ci distacca dall'eroe, in quanto lo si riconosce tale nella sua diversità. Dunque è più facile approvare le sue azioni e sposare il suo punto di vista, piuttosto che identificarsi direttamente con lui

Intanto un altro furto viene compiuto: un signore rispettabile tiene sotto tiro due guardie giurate che stanno svuotando un furgone blindato pieno di soldi, con i quali riempiono il bagagliaio di un auto. Dopodiché le guerdie vengono rinchiuse nel furgone blindato, e il distinto signore si allontana. Anche lui ha un distintivo sulla giacca, esattamente come il medico e l'avvocato.

Qui invece abbiamo un salto e l'ordine delle funzioni sembra sovvertito, infatti questi furti che compaiono nel film sin dall'inizio corrispondono alla funzione 8- Danneggiamento: l'antagonista arreca danno.

Peter esce dal laboratorio, e la macchina del signore ipnotizzato sembra volerlo inseguire. Peter scappa, ma si ritrova in un vicolo cieco e per sfuggire a morte sicura si arrampica sul muro. La macchina si schianta, ma Peter è salvo anche se non riesce a capacitarsi di quello che ha fatto.

Intanto i soliti due uomini arrivano da dietro l'angolo, tolgono all'uomo il distintivo e si appropriano del contenuto del bagagliaio.

Peter ovviamente arriva per primo sul luogo dell'incidente e scatta le sue fotografie, mentre un'ambulanza porta via il malcapitato. Arriva anche la polizia e Peter rilascia la sua testimonianza. Il capitano Barbera dice a Peter che dalla macchina sono spariti i ventimila dollari della rapina. Peter ovviamente non ne sa nulla, ma la Polizia non è troppo convinta di quest'ultima cosa.

Peter va a casa e cerca di riflettere su quanto gli è accaduto, ma si addormenta, e sogna tutti gli avvenimenti del laboratorio e la sua arrampicata sui muri.

Quando si sveglia cerca di vedere se la cosa funziona ancora: esce dalla sua finestra della camera da letto e si fa un giro per tetti e grondaie, scoprendo che in fatto di arrampicate ha le stesse potenzialità di un ragno.

Allora esce e prova ad arrampicarsi su di un palazzo molto alto. Da là sopra vede uno scippatore all'opera con una signora. Dall'alto gli intima di fermarsi: lo scippatore lo guarda e resta paralizzato dallo stupore, al punto che una guardia lo raggiunge e lo arresta. Lo scippatore non resiste all'arresto, ma dice di aver visto un uomo arrampicarsi sul muro. La guardia gli dà del drogato, ma altre persone testimoniano di averlo visto.

Siamo alla funzione 9- Mediazione: una donna viene scippata e chiede aiuto. Ovviamente non chiede aiuto espressamente all'eroe, ma poiché egli si trova nelle vicinanze, risponde alla chiamata, e attiva così la funzione 10- Inizio della Reazione.

Intanto Peter va al giornale e cerca di vendere al direttore le fotografie della rapina al furgone blindato, ma ormai la notizia che fa colpo in città è un'altra: si parla di un uomo che si arrampica sui muri come un ragno. Il direttore sostiene che a vederlo non possono essere stati altro che un manipolo di invasati, perché non è possibile che un uomo cammini su e giù per i muri. Peter allora coglie la palla al balzo, dicendo al direttore che la storia dell'uomo che cammina sui muri è vera: Peter assicura al direttore che anche lui l'ha visto, ma il direttore vuole delle prove. Peter cerca di spiegargli che si tratta di un uomo che ha le stesse caratteristiche di un ragno, ma il direttore non sente ragione e lo caccia fuori. Allora Peter dice di averlo fotografato, ma di non avere il rullino con sé.

Roby, l'assistente, chiede a Peter com'è questo uomo ragno e Peter risponde che indossa un costume speciale, ma lo vedrà dalle foto. Peter quindi torna a casa con la scusa di prendere le foto, ma in realtà va a confezionarsi un costume su misura, con il quale poi potrà farsi delle fotografie con l'autoscatto mentre cammina su e giù per i muri della città.

Al lato pratico, il nostro Peter non è ancora un eroe: l'unica cosa che ha fatto di eroico è stato sventare il furto di una borsetta, e tutto sommato l'ha fatto abbastanza per caso. Ma nel momento in cui si attribuisce una certa identità, che per gli altri resterà segreta, deve costruirsi una immagine credibile: chi potrebbe credere che uno studentello di fisica abbia ingaggiato la sua lotta personale contro il crimine? Ecco allora che non basta agire all'ombra dei muri, vestiti tranquillamente in borghese, ma bisogna creare anche un diversivo plausibile in cui la gente possa credere: l'Uomo Ragno per Peter è il diversivo plausibile. E il fatto che Peter grazie al costume nasconda la sua identità ci conduce alla funzione 11- Partenza: l'eroe parte da casa, in questo senso si tratta di una metafora che indica che l'Uomo Ragno intraprende ufficialmente il suo viaggio contro il crimine.

Con le foto in mano, Peter torna allegramente al giornale: Roby è davvero colpito ma il direttore non è convinto. Intanto arriva la notizia di una nuova rapina compiuta da un altro ipnotizzato: l'unico fotoreporter libero sul momento è Peter che viene così mandato a scattare delle fotografie. Nel vicolo Peter incontra di nuovo il capitano Barbera: il capitano nota che Peter è di nuovo sul luogo del malfatto a scattare fotografie, esattamente come l'altra volta, e trova questa cosa un po' strana. Peter non ci fa caso, ma si rende conto che il malcapitato è incastrato nei rottami dell'auto e rischia di morire prima che i soccorsi arrivino. Con una scusa allontana l'infermiere dell'ambulanza e con la sua nuova forza riesce a districare il volante, liberando l'uomo. Quando l'infermiere torna, si accorge che può liberare l'uomo senza attendere ulteriormente. Peter è soddisfatto, ma il capitano gli fa inavvertitamente cadere la macchina fotografica, che così si rompe rovinando il rullino.

Intanto, arriva Giudy, la carinissima figlia dell'incidentato che chiede spiegazioni dell'accaduto: il capitano le dice che suo padre è un ladro.

La ragazza è allibita ma non perde le speranze, in quanto suo padre è sopravvissuto all'urto, e quando potrà parlare con la Polizia questa cosa si risolverà. Intanto un personaggio nell'ombra, cioè quello che di solito toglieva i distintivi alle vittime dopo gli incidenti, comunica ad una centrale operativa che il professor Tyler è ancora in grado di parlare.

Giudy è preoccupata, e il padre afferma di non ricordarsi niente e di non aver fatto assolutamente nulla di ciò per cui viene accusato. Intanto alla Centrale Operativa un altro tasto viene premuto, ed un dottore entra nella stanza del professor Tyler, attaccando alla sua giacca un distintivo. Quindi attraverso il distintivo viene mandato un impulso di autodistruzione al cervello del professore, il quale si alza, si avvicina alla finestra e tenta di buttarsi di sotto.

Ma dalla strada, la figlia lo vede e urla: Peter di colpo sparisce, indossa il suo costume e arrampicandosi sui muri dell'ospedale corre al salvataggio di Tyler. Lo acchiappa e lo porta sul tetto.

E' la prima apparizione pubblica dell'Uomo Ragno, ed è la prima apparizione che lo identifica immediatamente come supereroe: ha dei poteri fantastici che lo differenziano da tutti gli altri ed ha un costume che non lo rende riconoscibile in quanto essere umano.

In questa fase, le funzioni che abbiamo individuato si ripetono, in quanto la struttura stessa della storia tende a ripetersi.

Il capitano Barbera si pone delle domande sulla presunta identità di questo Uomo Ragno, il quale scappa non visto.

Peter va alla redazione del giornale, e nuovamente scopre che le sue foto non vanno bene al direttore: lui voleva le foto dell'Uomo Ragno che salva Tyler, non le foto di Tyler e basta. Però se non ha altro, gli comprerà le foto di Tyler. E allora Peter è costretto a confessare di aver rovinato il rullino e di non avere neppure le foto di Tyler. Il direttore lo sbatte fuori.

Giudy intanto è andata a trovarlo al giornale: secondo Giudy c'è qualcosa sotto, perché suo padre non ricordava nulla neppure del tentato suicidio. E' disperata e chiede un favore a Peter: suo padre frequentava dei corsi sulla spiritualità e sulle potenzialità umane, e credeva molto in quelle cose. Il capo di quel gruppo è un certo signor Byron, e Giudy vorrebbe andare da lui, ma non ci vuole andare sola. Peter allora accetta l'invito e va con lei.

Se Giudy sapesse che Peter è l'Uomo Ragno, probabilmente in questo frangente troverebbe il suo giusto spazio la funzione 9, ma evidentemente il fatto che questa richiesta venga inoltrata proprio a Peter è pressoché casuale.

All'associazione, ogni persona del gruppo è in possesso di un distintivo: il signor Byron stava appunto parlando con alcuni alunni dicendo che se la nostra vita non ci appaga, dobbiamo iniziare a cambiare vita. La seduta inizia, e Peter e Giudy vengono invitati ad assistere.

Byron viene identificato subito come il cattivo: innanzitutto perché era colui che premeva il tasto nella Centrale Operativa, e poi perché ostenta la sua personalità corrotta. Si potrebbe addirittura sostenere che un cattivo non è tale se non ha la faccia da cattivo.

Intanto il capitano Barbera interroga il professor Tyler perché vuole sapere dove sono i soldi rubati e in più vuole sapere chi è questo fantomatico Uomo Ragno che l'ha salvato. Per Tyler non è facile da spiegare perché non è piacevole che qualcuno può fargli fare quello che vuole: il professor Tyler, dopo quello che gli è successo, teme di essere uno dei dieci destinati ad uccidersi.

Byron intanto continua la sua lezione: secondo lui la gente ha paura del mondo, al punto da non avere il coraggio di fare quello che desiderano veramente; egli vuole che la gente conosca meglio la sua psiche e per questo verrà attivata una sessione speciale, a cui però Giudy e Peter non possono partecipare perché non fanno ancora ufficialmente parte del gruppo.

E qui facciamo un balzo indietro, alla funzione 4- Investigazione: in questo caso però la funzione ha una doppia valenza, perché l'Uomo Ragno non è ancora entrato ufficialmente nella schiera dei buoni in quanto non collabora apertamente con la Polizia, quindi sia l'antagonista Byron che il buon capitano Barbera cercano di capire di chi si tratta.

Giudy vorrebbe tornare più avanti all'associazione, ma Peter non vuole: Byron non l'ha assolutamente convinto con quel suo discorso, anzi, Peter pensa che sia uno che se ne approfitta, che ha altri scopi e non vuole per niente la felicità degli altri. Giudy non è d'accordo, e scarica Peter.

Peter nel suo laboratorio lavora ad una nuova invenzione: un lancia-tele, che da una parte è un'arma utile, e dall'altra è un oggetto che dà credibilità alla sua immagine di Uomo Ragno.

Nel frattempo, la radio annuncia che una nuova lettera rivendica l'ondata di violenza che ha investito la città da parte del "Signore delle Menti", e preannuncia che le dieci persone destinate ad uccidersi sono in via di programmazione: la sua bomba personale è stata innescata e solo il pagamento del riscatto la potrà disinnescare.

Intanto, gli strumenti di Peter impazziscono, ricevendo dei segnali stranissimi, ed allora Peter chiede ad un professore di quale tipo di fonte possa inviare certi segnali. All'inizio crede di essere lui il responsabile, ma poi avverte una strana sensazione e decide di uscire alla ricerca della strana fonte di quelle onde.

Nel frattempo Byron sta ipnotizzando e condizionando i suoi allievi a compiere determinate azioni. Ovviamente utilizza una tecnica che produce delle microonde elettromagnetiche e Peter, dall'alto dei tetti, riesce ad individuarne la provenienza. Byron però termina la sua seduta, e decide che non può concedere altro tempo per il pagamento del riscatto, perché ha paura che riescano a far parlare Tyler e a scoprire così il suo gioco.

Quindi dice ai suoi collaboratori (che erano quelli che toglievano i distintivi alle vittime) di aver già programmato i dieci individui che si ammazzeranno, perché se il sindaco non cede entro Venerdì, la partita sarà persa.

Peter, nei panni dell'Uomo Ragno, individua lo studio di Byron ed entra: ma alcuni servitori ninja che portano il distintivo dell'associazione cercano di fermarlo. I ninja ricevono l'ordine di ucciderlo, ma l'Uomo Ragno si arrampica sul soffitto, li disorienta e li mette fuori combattimento. Esce da una finestra e si arrampica fino al tetto dove ci sono le antenne che emettono le onde, ma viene nuovamente raggiunto dai ninja. Allora lancia la sua tela e sfugge nel palazzo di fronte. Byron non è contento di ciò, ma è sicuro che l'Uomo Ragno tornerà, e tornerà da solo.

In questo caso il comportamento di Peter ci ha portato alla funzione 5- Delazione: cioè l'antagonista ha capito che la sua futura vittima (l'Uomo Ragno) è una persona che agisce da solo, e quindi si potrà regolare di conseguenza.

Intanto un'alunna di Byron rapina di nuovo una banca con lo stesso metodo degli altri, dopodiché entra in un vicolo e si schianta con l'auto. Solo che, come i precedenti, finisce in coma e quindi non può essere interrogata. Tyler è invece in mano ad uno psichiatra, ma malgrado le visite non riesce a ricordare nulla. Secondo lo psichiatra le onde alfa del paziente sono riverberate, e questo permetterà al malfattore di fuggire. Il capitano Barbera non ha ben chiaro questo tipo di concetto, anche se è chiaro che per quanto bene si possa ispezionare la testa di Tyler, non si potranno trovare indicazioni su chi gli ha imposto la propria volontà. Secondo il capitano, infatti, delle persone per bene non possono perdere tutte le rotelle di colpo, e quindi si propone di interrogare di nuovo parenti e conoscenti delle vittime. Quanto all'Uomo Ragno, lui non sa che fare: è un poliziotto, non un insetticida.

Il capitano interroga anche Peter: vuole sapere se ritiene il professore in grado di fare ciò che ha fatto e Peter ovviamente risponde di no. Il capitano però collega il fatto che Peter ha le foto dell'Uomo Ragno (sembra l'unico in grado di fotografarlo), e in più era sempre a scattare foto sui luoghi dei due incidenti. Il capitano vorrebbe proprio interrogarlo, questo Uomo Ragno, e chiede a Peter se la prossima volta che gli scatterà una foto potrà metterlo in contatto con lui.

L'Uomo Ragno si sta delineando a poco a poco nella sua mania di protagonista, che lo porta ad affrontare le situazioni da solo: se questo comunque non influisce nel suo rapporto con lo spettatore, all'interno della trama gli crea dei problemi con i rappresentanti ufficiali della legge.

Peter intanto cerca Giudy e le raccomanda di tenersi lontano da Byron. Ma lo stesso Peter vi si reca ed entra nell'aula dove Byron sta tenendo la sua lezione.

Quando finalmente riesce a parlargli, gli dice di essere già stato lì con la figlia del prof. Tyler e Byron sembra riconoscerlo. Insieme scambiano qualche convenevole su ciò che è accaduto a Tyler.

Byron sapeva che Tyler aveva dei problemi., ma in fondo è contento che grazie a Tyler anche Peter si sia avvicinato all'associazione, perché l'ultima volta gli era sembrato poco convinto.

Peter dice di voler approfondire delle lezioni, ma Byron non è sicuro che Peter sia la persona adatta a questo genere di cose e non vorrebbe fargli perdere tempo.

Ma Peter sembra convintissimo, e così Byron gli mette il distintivo e si allontana dicendo di volergli dare delle dispense. In realtà entra nella sala di controllo e accende dei pannelli.

Peter resta stordito dai rumori e dai colori che d'improvviso lo assalgono.

E qui abbiamo ben delineata la funzione 6- Tranello (l'antagonista tenta di ingannare la sua vittima per impadronirsi di lei o dei suoi averi), che probabilmente si è ripetuta per tutte le altre vittime del "Signore delle Menti".

Peter cerca una via di fuga ma non la trova e così si ritrova seduto mentre una voce gli dice: "Stammi a sentire, ma attentamente. Questo è molto importante. Quando uscirai di qui dimenticherai di esserci venuto. Tu non mi hai mai visto, mai stato in questa stanza. Fa attenzione: il distintivo che ti ho attaccato alla giacca: toccalo. Tienilo sempre con te dovunque tu vada. Venerdì ne avrai molto bisogno. Venerdì prossimo a mezzogiorno preciso dovrai essere in cima alla torre dell'Empire State Building e quando sentirai questo suono ti butterai giù dalla torre".

L'individualismo del supereroe lo porta a cacciarsi in guai tali per cui solo in sé stesso potrà trovare le risorse per uscire da questa situazione. E siamo alla funzione 7- Connivenza: la vittima cade nell'inganno e ciò favorisce involontariamente l'antagonista.

In realtà non abbiamo indicazioni circa il fatto che Byron possa sospettare che Peter possa essere l'Uomo Ragno, e questo è indicativo di come di nuovo siamo in presenza di una funzione con una doppia valenza: da una parte la vittima Peter, dall'altra la vittima Uomo Ragno. Peter però viene colpito indirettamente in quanto nessuno sospetta di questa doppia identità. Ovviamente, che Byron sappia o meno quello che fa, torniamo di nuovo alla funzione 8- Danneggiamento.

Peter a casa cena tranquillamente con la zia e apprende dalla televisione che la cifra che i presunti terroristi hanno richiesto al sindaco è veramente molto alta, e il sindaco è indeciso sul pagamento.

Peter però è preoccupato perché non ha più avuto notizie di Giudy, ma di nuovo, all'improvviso, quella strana sensazione lo colpisce e nella sua memoria rivede la faccia di Byron e il loro colloquio, nonché la lotta con i ninja. Accende allora il suo apparecchio e scopre che c'è di nuovo l'emissione di quelle strane onde. Si veste da Uomo Ragno e torna al palazzo di Byron, ma stavolta i ninja lo stavano già aspettando: allora tenta la fuga con le sue tele, ma i ninja gliele bruciano. Sembra la fine, ma appendendosi ad una statua si salva per un pelo.

Siamo alla funzione 15- Indicazione del cammino: l'eroe viene condotto sul luogo in cui si trova l'oggetto delle sue ricerche.

In realtà si possono riconoscere altre tre funzioni che potrebbero assumere un significato preciso in questo contesto, e cioè:

12- Prima funzione del donatore: l'eroe è messo alla prova, interrogato, aggredito, in preparazione al conseguimento di un mezzo magico.

13- Reazione: l'eroe reagisce all'operato del futuro donatore

14- Conseguimento del mazzo magico.

Ora se noi immaginiamo che il mezzo magico sono il lancia-tele, con adeguate tele di scorta, allora potremmo sdoppiare la figura dell'eroe e vedere in Peter il donatore e ne l'Uomo Ragno l'eroe vero e proprio. Al lato pratico però, mentre per Danny il biglietto di Houdini è effettivamente un mezzo magico, le tele e il lancia-tele per l'Uomo Ragno sono un ritrovato tecnologico che vengono costruiti appositamente. Quindi possiamo scegliere se avvalorare anche queste funzioni oppure no.

Però l'Uomo Ragno è ferito ad un braccio. Cerca un taxi, ma il tassista è spaventato e non si fida a lasciarlo salire sulla sua vettura. L'Uomo Ragno è costretto allora a buttarsi in un camion dei rifiuti ed aspettare che questo passi vicino a casa sua.

Il supereroe che si butta nel camion dei rifiuti è esemplificativo proprio di quel tipo di individualismo non riconosciuto dalla gente. Normalmente gli eroi per quanto soli, sono riconosciuti dalla cittadinanza, e si sa da che parte stanno: Batman, Capitan America o i Fantastici Quattro, hanno sempre avuto l'appoggio e la riconoscenza della gente comune. Ma L'Uomo Ragno, forse proprio a causa degli articoli denigratori del Daily Bugle, non ha mai goduto di quella popolarità tipica del supereroe, e quindi non può né chiedere né tantomeno aspettarsi l'aiuto di nessuno.

Intanto al Daily Bugle sono preoccupati per l'indecisione del sindaco. Il direttore, che sta guardando un telegiornale, se la prende col sindaco perché secondo lui è un taccagno. La televisione intanto lancia l'ipotesi che si tratti di un imbroglio.

Mancano solo tre ore all'evento e Byron guarda con un binocolo l'aliscafo sul quale dovrà essere messo il denaro.

Intanto Peter ignaro di essere una delle dieci vittime sta lavorando nel suo laboratorio e nota delle stranezze: allora telefona al capitano Barbera e gli espone la sua teoria secondo la quale i colpevoli si sono serviti di microcircuiti i cui codici sono stati scoperti dal suo calcolatore. Peter parte dal presupposto che anche se le vittime sono state sensibilizzate è possibile disturbare il segnale. Corre quindi da Barbera, senza accorgersi che ha il distintivo attaccato alla giacca.

Intanto Byron tiene d'occhio l'orologio della città.

Alle undici e quarantacinque Peter sente uno strano suono nell'orecchio e qualcosa nella sua mente scatta, portandolo a comportarsi come tutti gli altri ipnotizzati. Ovviamente non si reca dal capitano Barbera, il quale lo sta aspettando impazientemente. Byron continua la sua supervisione, e Peter continua il suo cammino verso la cima dell'Empire State Building.

La barca del comune si avvicina all'aliscafo, ma a bordo c'è il capitano Barbera che arresta i complici di Byron. Questi allora decide di continuare e portare i dieci al suicidio: sono tutti pronti e in posizione.

Byron decide di partire da Peter e schiaccia un bottone: Peter inizia allora ad arrampicarsi sulla rete di protezione. Ma nell'arrampicarsi, gli si stacca il distintivo, e Peter si risveglia. Di colpo capisce tutto, si traveste da Uomo Ragno e corre al palazzo di Byron.

Siamo alla funzione 16- Lotta.

Con una tela, distrugge l'antenna che emette il segnale: la Centrale Operativa di Byron va in tilt, e Byron perde il controllo delle sue vittime, che così si salvano tutte, Giudy compresa. Ovviamente anche i ninja escono dal controllo delle onde, e non attaccano più l'Uomo Ragno. Byron però, a causa dell'inversione delle microonde, si è trasformato in uno dei suoi automi, e così l'Uomo Ragno lo può condizionare: infatti lo manda a costituirsi dal capitano Barbera e i suoi complici lo riconoscono come il vero colpevole.

Il direttore del Daily Bugle si complimenta con il capitano Barbera il quale afferma che in realtà è stato aiutato da un clown travestito.

Se ci deve essere una funzione 17- Marchiatura, è proprio a questo punto.

La funzione infatti indica che all'eroe è impresso un marchio: in questo caso si tratta ovviamente di una marchiatura ironica, in quanto all'Uomo Ragno viene imposto il ruolo di clown travestito.

Il direttore è scandalizzato: quell'essere ha cercato di sostituirsi alla giustizia e nessuno dovrebbe farlo. Quindi il suo giornale darà tutto il merito solo alla Polizia.

Intanto comunque l'antagonista è definitivamente battuto, come da funzione 18, e quindi la situazione torna alla normalità in quanto vengono rimosse le sciagure iniziali (funzione 19).

Giudy raggiunge Peter: si scusa di non avergli dato retta. Peter, ovviamente minimizza. Intanto il capitano Barbera chiama Peter e gli dice che la prossima volta non dovrà far fare tutto all'Uomo Ragno.

Peter consegna al direttore delle foto dell'Uomo Ragno e questi gli chiede come mai è l'unico in grado di scattargli le fotografie. Peter ironizza, dicendo di avere a disposizione una macchina con autoscatto.

E di nuovo l'happy end è assicurato. Ma per ora siamo ancora in quel mondo fiabesco, ben lontano dal profilo psicologico che può essere proposto da eroi del calibro di Mosè o di Re Artù.