Last Action Hero
Questo film si pone in una tradizione che non può essere definita di fantascienza (se per fantascienza intendiamo quell'interpretazione avveniristica delle conquiste della scienza e della tecnica che entra come componente essenziale in un particolare genere letterario e cinematografico), e che però bene ci aiuta a fissare dei riferimenti per l'analisi dell'eroe che andremo ad operare.
Il film si apre su di una scena tipica da film poliziesco dove una serie di macchine ed elicotteri arrivano e prendono di mira un palazzo. Sul palazzo c'è lo Squartatore che ha preso in ostaggio i bambini di una scuola. Ma arriva un uomo: è Jack Slater. L'ispettore di polizia, il sindaco ed addirittura il vicegovernatore cercano di fermarlo, ma Jack Slater l'implacabile non si lascia fermare ed affronta lo Squartatore: questi sta tenendo in ostaggio Andrew, il figlio di Jack. Lo Squartatore infatti era stato mandato in galera da Jack per ben dieci anni, ed ora vuole vendetta.
Ma Jack sembra poter risolvere la situazione, solo che l'immagine si dissolve .... La pellicola è fuori fuoco. Conosciamo così Danny, il bambino che stava guardando il film e che avvisa l'operatore Nick che la pellicola è fuori fuoco.
Qui il sistema dei personaggi è già costruito:
- abbiamo Jack, un Eroe della fiction che si differenzia dagli antagonisti perché è bello, buono, muscoloso e vince sempre, mentre i suoi antagonisti sono brutti, cattivi e perdono sempre;
- abbiamo Danny, l'eroe del film, il bambino problematico che ama i film violenti e che come unico amico ha un vecchio operatore cinematografico;
- abbiamo Nick, l'operatore cinematografico che svolge una sorta di ruolo mediatore tra i due.
Ma allo stato attuale delle cose, mentre Danny e Nick conoscono Jack, questi non conosce ancora gli altri due.
Nick si scusa con Danny dell'accaduto: non gli era mai successo prima, e per farsi perdonare dice a Danny se la sera stessa a mezzanotte vuole vedere in anteprima assoluta la proiezione di "Jack Slater IV": ma sarà un'anteprima privata, riservata solo a loro due.
Danny esce contento dal cinema e corre a scuola ma accumula quattro ore di ritardo. L'insegnante sta spiegando l'Amleto: "Tradimenti, fantasmi, cospirazione, sesso, duelli con la spada, pazzia" dice l'insegnante "E alla fine muoiono tutti: l'Amleto di Shakespeare non potrebbe essere più entusiasmante". L'insegnante mostra allora uno stralcio da una pellicola, ma questo per Danny si trasforma nuovamente in una avventura tutta armi alla Jack Slater.
Dai detonatori di Slater ai guai di Willie il Coyote, la mamma di Danny scopre che il figlio è arrivato tardi a scuola. La mamma di Danny è vedova e lavora di notte: ovviamente ha delle difficoltà a gestire la loro vita.
Dovendo uscire per il lavoro la mamma dice a Danny di chiudersi in casa, ma Danny vuole andare al suo appuntamento di mezzanotte. Solo che questo spinge un ladruncolo ad approfittarne e ad entrare in casa proprio mentre Danny esce. Non ci sono grossi guai, solo che Danny si ritrova alla Centrale di Polizia a denunciare il fatto. Promette all'agente di tornare subito a casa, ma appena fuori dalla Centrale si reca al suo appuntamento con Nick per vedere il film.
Nick è vestito da maschera: egli spiega a Danny che da grande voleva fare il mago, ma aveva le mani troppo piccole e suo padre allora gli trovò un lavoro come maschera per tenerlo vicino al mondo dello spettacolo. A quel punto Nick cercò di adeguarsi e diventò proiezionista. Però una volta il mago Houdini venne proprio in quel cinema per presentare un suo spettacolo, e grazie a suo padre Nick riuscì ad andare dietro le quinte per conoscerlo. Houdini allora regalò a Nick un biglietto magico che chiamò il passaporto per un altro mondo: Nick non l'ha mai usato prima, forse per paura che non funzionasse (o che funzionasse!). Ovviamente si trattava di un biglietto dotato di una personalità propria.
Per scoprire se funziona, Nick rompe il biglietto, e chiede a Danny di conservare la matrice fino alla fine dello spettacolo.
Questo Nick si rivela come un personaggio magico che innesca la trama: la storia che racconta a Danny sul suo desiderio di essere mago, e il dono di Houdini, creano un'atmosfera di aspettativa che ci fa pregustare ciò che presumibilmente potrà accadere.
Il film inizia con il mafioso siciliano Vivaldi che tiene in ostaggio Frank, il cugino preferito di Jack. Vivaldi opera insieme al suo braccio destro Benedict, e dice a Frank che hanno raggiunto un accordo con la famiglia Torelli (anche se in realtà è un accordo fasullo).
Intanto Jack va a trovare Frank: a casa di Frank c'è una macchina della polizia chiamata da un anonimo per problemi di droga.
Frank muore tra le braccia di Jack che trova una serie di biglietti con un conto alla rovescia. E' una bomba: tutti si buttano fuori dalla porta mentre l'esplosione distrugge completamente la casa e tutto quello che vi è intorno. Danny, dalla poltrona del cinema commenta: "Sta bene, solo una ferita di striscio. I due agenti: stecchiti" e continua tranquillamente a mangiarsi i suoi pop-corn. E in realtà nel film vediamo che è successo proprio questo.
Questo sembra volerci dire che in qualche modo gli eroi del cinema sono prevedibili: chissà se lo è anche Danny ...
Jack vede allora un camioncino pieno di uomini armati: salta in macchina ed inizia la sparatoria. Tra pistole e mitra salta fuori anche una bomba che viene tirata contro Jack, ma Jack la fa deviare con un colpo di pistola.
Ed ecco che qualcosa si illumina nella tasca di Danny, e la bomba deviata da Jack cade dallo schermo e rotola fino ai piedi dello stupito Danny. Danny allora chiede aiuto a Nick e scappa verso lo schermo. La dinamite esplode e Danny vede sopra di sé un cielo che scorre con delle palme.
In questo caso la semplice morale a cui si appellava Danny per descrivere il suo eroe non vale più: viene gettato in un mondo la cui prevedibilità verrà persa a favore di una nuova logica non prevedibile, che rende tutto estremamente eccitante a causa della mancanza di rischio effettivo.
Danny scopre di essere sul sedile dietro di un auto. Cerca di alzarsi ma un colpo di pistola sparato da Jack quasi lo assorda.
Jack si accorge che c'è qualcuno in macchina, e gli chiede chi è. Danny risponde implorando di non ammazzarlo. Intanto l'inseguimento continua, ma Jack non capisce come Danny possa essere finito lì, così come Danny non è sicuro di poterglielo spiegare in maniera credibile.
Il carambolesco inseguimento continua e Danny nota come Jack stia guidando senza mani. "Non credere che sia facile" ironizza Jack all'osservazione di Danny "ci vuole molta pratica, e poi non farlo mai durante le ore di punta."
Danny allora realizza che tutto sta accadendo come in un film, anche se alla prima bomba che finisce in macchina spera di aver realizzato male. Dopo un balzo mortale, dove la macchina di Jack cade gloriosamente in piedi e pronta per continuare la fuga, Danny non ce la fa più e vomita. Si scusa con Jack, il quale gli dice di non preoccuparsi perché Danny sopravvivrà per godere dei frutti che la vita ha in serbo per lui: acne, barba, eiaculazione precoce e il suo primo divorzio.
Da come Jack dipinge la vita a Danny, si capisce che a modo suo questo eroe da pellicola è almeno tanto problematico quanto Danny.
Intanto l'inseguimento continua. Jack è finito in un vicolo cieco e la vede brutta, ma Danny è fiducioso, perché questo è un film e quindi la scena può cambiare. Ma Jack sembra non capire. Intanto il nemico si avvicina, ma Danny sa già cosa accadrà: faranno a chi si butta per primo, come nel primo film di Jack Slater.
Vivere con un eroe in una pellicola non è facile: entrambi, Jack e Danny, hanno una loro visione della realtà in cui ognuno è convinto di fare il meglio. Solo che mentre per Jack il meglio è lottare per sopravvivere, per Danny in questo caso è prevedere le battute e le mosse di Jack. C'è dunque uno scontro tra due realtà: quella propria di Jack che egli avverte come reale al di là di ogni sospetto, e quella di Danny, che lo stesso Danny crede reale al di là di ogni sospetto. In questa confusione, c'è da chiedersi se la realtà che noi come spettatori riteniamo reale e cioè la nostra sia in effetti tale o sia proiezione cinematografica della realtà di qualcun altro ...
Ovviamente Jack vince. Danny è contentissimo del fatto di essere dentro al film, e vorrebbe svelare a Nick che Houdini aveva ragione. Intanto vanno alla Centrale di Polizia: Danny resta stupito dalla varietà di cose che vi incontra; egli è appena stato in una Centrale di Polizia, ma non era così. Intanto Jack incontra Manette, suo vecchio collega ed amico. Manette gli dice che ci sono cose grosse in ballo e Jack gli racconta che Torelli e Vivaldi si vogliono mettere insieme: Manette è stupito che Jack lo sappia.
Ma Danny riconosce in Manette l'attore che aveva ucciso Mozart nel film omonimo e lo comunica a Jack, il quale non capisce assolutamente quello che Danny intende dire e gli dice di smetterla con i film.
E' chiaro che il problema si crea perché Danny riconosce personaggi e vicende di altri film estranei a quello di Jack. Danny cerca di trovare delle prove che avvalorino ciò che dice ma se in un film tutto è rigorosamente costruito, è impossibile trovare quel genere di prove che servirebbero a Danny per evidenziare il suo punto di vista.
Intanto Danny cerca di provare a Jack di essere in un film ma non riesce a farlo, perché tutto ciò che Danny mostra come assurdo, agli occhi di Jack è normalissimo. Danny diventa così il compagno di squadra di Jack, e per provargli di essere in un film, gli comunica che lui sa qual è la casa di Vivaldi dove hanno torturato suo cugino Frank, perché l'ha già visto nel film sullo schermo. Per essere ancora più convincente gli mostra il biglietto magico che però al momento sembra non funzionare, smentendo così le teorie di Danny.
Danny individua la casa, ma Jack non gli crede anche se comunque ci prova.
Alla porta apre il signor Benedict e Danny lo riconosce e indica a Jack il fatto che Benedict ha l'occhio di vetro.
Benedict però indossa degli occhiali da sole che non vuole togliere e allora Jack si arrabbia. Ma Benedict ha veramente l'occhio di vetro, e Jack lo scopre. Benedict allora si insospettisce su Danny e vorrebbe saperne di più: è convinto che dovrebbero cambiare piano per il funerale, visto che Danny sa troppe cose, ma Vivaldi non vuole.
Intanto Danny e Jack vanno a casa della figlia di quest'ultimo, Whithney: una bellissima ragazza di cui Danny è innamorato.
Danny trova nel cassetto la foto di Andrew, il figlio di Jack morto tragicamente a dieci anni per mano dello Squartatore. In un tragico flashback Jack e Danny rivivono quel triste momento. Bussano alla porta e Whithney è convinta che siano gli universitari, ma in realtà è Benedict.
Danny si è evidentemente buttato in una situazione che non può gestire, in quanto:
a- è un bambino
b- è estraneo allo svolgimento della pellicola perché ancora non l'ha vista tutta
c- è ancora troppo ingenuo rispetto a molte cose del mondo adulto.
Eppure, malgrado una comprensibile confusione iniziale, Danny è ancora il nostro eroe: perché malgrado la sua irreale avventura, è sempre più reale di Jack.
Benedict afferma che fu Sherlock Holmes a sostenere che se si eliminassero tutte le soluzioni logiche di un problema, quelle illogiche per quanto inverosimili sono invariabilmente quelle vere. Benedict vuole sapere chi è Danny, perché secondo lui Danny sa troppo.
Whithney comunque non è ragazza da farsi cogliere impreparata: reagisce e fa fuori il suo assalitore. In quel momento arriva Jack ed in casa scoppia una baraonda. Benedict riesce a fuggire ma con un balzo acrobatico Jack finisce nel vialetto di sotto dove gli sbarra la strada.
Intanto Danny è seccato perché è dentro ad un film e si sta perdendo il momento clou. Corre fuori, prende una bicicletta e si mette ad inseguire la macchina di Benedict.
Per quanto poco probabile possa essere questo tipo di inseguimento, lo spettatore continua ancora a sposare il punto di vista di Danny, perché con queste piccole indicazioni di personaggio esterno alla pellicola Danny continua a sposare il punto di vista dello spettatore: ecco perché è più facile identificarsi con lui.
Benedict però non si aspetta di trovarsi faccia a faccia con Jack e inverte il senso di marcia. Ed ora è Danny a trovarsi di fronte a Benedict: Danny allora fa a chi si butta per primo, e ovviamente perde. Danny è preoccupato perché Benedict ha preso il biglietto, ma Jack ironizza.
Questo è il fatto magico scatenante: se una volta la cosa del biglietto era carina perché il bambino entrava nella pellicola, ora il fatto potrebbe diventare preoccupante perché l'antagonista (che in virtù del nostro processo di identificazione con l'eroe diventa soprattutto il nostro antagonista) rischia di uscire dalla pellicola, entrando così nel nostro mondo, un mondo in cui protagonisti ed antagonisti sono tanto più credibili quanto più lontani sono dalla realtà quotidiana.
Invece il biglietto nelle mani di Benedict si riattiva, ed egli scopre una nuova dimensione, ma per ora non lo utilizza.
La casa di Whithney è piena di poliziotti. Danny scrive una frase su un block notes e vuole farla leggere a Jack, il quale però si rifiuta di farlo: per Danny la spiegazione è che Jack fa film che non sono vietati ai minori di quattordici anni, e quindi non è autorizzato ad avere certe frasi nel copione. Ma Benedict ha lasciato la sua firma: l'occhio di vetro che esplode.
Danny e Jack un po' bruciacchiati finiscono nell'ufficio dell'Ispettore, che ritira definitivamente il distintivo di Jack. Intanto Manette invita Jack ad un funerale, quello di Leo Scoreggia. Jack prende le sue cose dalla centrale ed insieme a Danny vanno a casa.
Jack dice a Danny che quello che lo diverte tanto è la sua vita reale. Jack osserva che la cosa veramente strana è che con tutto ciò che gli accade, lui resta sempre vivo. Egli confessa a Danny di non avere vita privata, la sua ex-moglie in realtà si è felicemente risposata, e sua figlia sta crescendo come un maschiaccio. Jack ha paura di morire e ha anche paura che tutto questo finisca, ma Danny è sicuro che Jack non morirà almeno finché non caleranno gli incassi.
Seppure sembri che le due realtà, quella di Jack e quella di Danny, non si integrino, in realtà i due personaggi hanno in comune molto più di quanto non si possa pensare:
	DANNY				JACK
	a- Problematico			a- Problematico
	b- Solitudine				b- Solitudine
	c- Paura di morire			c- Paura di morire
La paura di morire in realtà in Danny si manifesterà solo verso il termine del film, ma è significativo vedere come i due personaggi ricalchino in qualche modo lo stesso schema caratteristico. E da questo nuovo punto di vista è anche comprensibile il perché Danny scelga Jack Slater come suo eroe preferito. Forse la domanda che dovremmo porci è: perché lo spettatore si identifica con l'eroe Danny?
Secondo Danny Jack deve muoversi perché Vivaldi aveva parlato di una strage durante un funerale, e forse il funerale a cui si riferisce è proprio quello di Leo Scoreggia. Jack sembra allora animato da nuova vita: secondo lui c'è dietro un piano. Benedict deve uccidere Torelli, ma per errore uccide Leo: solo che Benedict non è persona da commettere questo tipo di errori. Allora lo uccide apposta, così durante il funerale di Leo può uccidere tutta la famiglia Torelli, in modo che Vivaldi acquisisca il controllo totale della città.
Intanto Benedict e Vivaldi vanno a portare i loro rispetti alla famiglia sofferente, e ne approfittano per innescare la bomba nascosta dentro il corpo di Leo.
Danny e Jack, capito il piano, corrono al funerale. Danny resta in macchina mentre Jack individua Manette. Jack dice a Manette che Leo è una bomba, e Manette gli indica di entrare dalla porta di servizio: ma in quell'hotel non c'è porta di servizio e così Jack smaschera Manette, il traditore che vuole uccidere Jack, ma che è prontamente fermato da Danny. Manette è d'accordo con Vivaldi che lo ha pagato meglio dello stato, e spiega che il patto tra Vivaldi e Torelli è una farsa e che presto Vivaldi sarà il capo della mafia, così Jack ha conferma delle parole di Danny.
E qui di nuovo Danny dà un dettaglio tipico della sua non appartenenza a quel tipo di pellicola: Danny spiega a Manette come lui sia il prototipo del cattivo "scemo" che spiega troppe cose, mentre potrebbe sparare e vincere. In realtà Danny non è più furbo di Manette, in quanto si fa fregare da Benedict. Jack e Danny vengono ammanettati, mentre Vivaldi se ne va la sciando a Benedict il compito di controllare che tutto funzioni bene. Manette prende la mira contro Danny, ma viene fregato da Whiskers, un gatto cartone animato che doveva un favore a Jack.
Jack è libero ed insieme a Danny dopo non poche improbabili peripezie riescono a far esplodere Leo in un lago di catrame: la città è salva.
Jack si ripulisce velocemente dal catrame (cosa pressoché impossibile nel mondo di Danny) mentre Whithney arriva con una macchina e degli abiti di ricambio.
Benedict intanto torna alla villa di Vivaldi, si assicura che il biglietto funzioni e uccide Vivaldi. Benedict vuole entrare ed uscire dalla sua dimensione, esattamente come Danny per poter rubare quello che vuole. "Se Dio fosse cattivo" dice Benedict "Egli sarebbe me". In quel momento Jack sfonda una parete della casa di Vivaldi con la macchina e con un pugno colpisce Benedict, che invece di finire contro il muro e creare il solito buco di calcinacci, sparisce.
Ed ecco che il problema annunciato si verifica sul serio: Benedict approfitta del biglietto attuando un piano tutto suo in una nuova dimensione da scoprire.
Danny allora capisce che il biglietto stava funzionando e cerca di spiegare a Jack che Benedict è scappato nel suo mondo: lo devono seguire. Jack è poco convinto, ma Danny lo convince e si lanciano dietro Benedict: si ritrovano così al cinema.
Jack è a New York e Danny qui si trova finalmente a suo agio. Benedict sfugge e Jack lo insegue, ma inizia subito a rendersi conto che le cose funzionano diversamente: infatti, quando spacca i vetri a mani nude, la mano gli fa male. Danny cerca di spiegargli che le cose sono diverse: nella realtà le pistole vanno anche ricaricate...
Danny dunque inizia a riflettere e a porsi dei problemi: in fondo Jack non era preparato a questo mondo, e lui in qualche modo avrebbe dovuto esporgli certe problematiche. Ma troppe volte Danny ha giocato al saputello con Jack, mettendosi nella stessa condizione di quel Pierino che gridava: "Al lupo!". Come può ora Jack fidarsi di ciò che Danny gli dice?
Jack si trova in un vicolo faccia a faccia con il taxi sul quale è salito Benedict e vuole fare a chi si butta per primo: Danny capisce che forse non era il caso di portare Jack in questo mondo, anche perché Jack esce dallo scontro dolorante, per scoprire oltretutto che Benedict non è morto e anzi non è neppure a bordo del taxi.
Danny si interroga su cosa può attivare il biglietto e su come Benedict si possa muovere tranquillamente nelle due dimensioni, intanto Jack alza lo sguardo e vede un cartellone pubblicitario: è il nuovo film di Arnold Schwarzenegger in cui l'attore interpreta Jack Slater.
Jack è senza parole, e si chiede dove sia in realtà.
La presa di coscienza per Jack è traumatica, ed è ancor più traumatico il cambiamento di tono: di colpo la disperazione di Jack da un tono drammatico agli eventi, e lo spettatore scopre di essersi identificato con un bambino assolutamente impotente di fronte a questo tipo di situazione. A poco vale dunque il fatto che Danny si renda conto di aver commesso degli errori: a cosa gli è servito infatti spiegare a Jack di essere un eroe da pellicola se poi una volta averlo convinto la situazione non cambia?
Danny allora porta Jack da Nick, e gli spiega che il biglietto funziona davvero. Nick è contento e fa l'elenco dei film nei quali vorrebbe entrare, finché si accorge di Jack.
All'inizio crede che sia Schwarzenegger, ma Danny gli spiega tutto e Nick è ancora più contento perché non aveva mai conosciuto un personaggio irreale prima d'ora.
E questo è quello che sconvolge ancora di più Jack: egli era convinto di essere vero, il dolore per il divorzio era vero, il dolore per la morte di suo figlio era vero, però lui è irreale. Questo per lui è veramente un controsenso.
Nick allora cerca di consolarlo, cercando di fargli capire come in realtà (ma quale realtà, quella di Jack o quella di Nick?) ci sono cose ben peggiori dell'essere personaggi di un film, ma Jack sembra inconsolabile.
Per quanto lo spettatore mantenga una sua identificazione con Danny, e dunque al di fuori di Jack, non può non passare nella mente un quesito a questo punto legittimo: noi siamo reali? Come reagiremmo se scoprissimo di non essere ciò che in realtà pensiamo di essere?
Anche Nick ha vissuto tutta la sua vita per i film, ma tra poco sarà tutto finito, perché il cinema verrà abbattuto.
E forse in questo vediamo una metafora del cinema attuale: tra le videocassette e le pubblicazioni pirata, il gusto del cinema sembra passare di moda, e con esso tutto quello che vi è alle spalle. Ma non solo, riusciamo anche a dare una nuova identificazione al personaggio Nick. Si tratta di un vecchio innocuo, sicuramente solo, che nella vita non è riuscito a realizzare il suo grande sogno e si è invece dovuto adattare a fare altro, un vecchio al quale tra poco verrà portato via tutto il suo mondo. Quindi messo a confronto con Jack e Danny, scopriamo che di nuovo abbiamo due grossi punti di contatto che sono la solitudine e la problematicità. Non troviamo invece la paura della morte: Nick è ormai rassegnato ad un certo tipo di destino, volto ad una pacifica rassegnazione nei confronti degli eventi che egli ritiene non controllabili, e per questo è il punto di riferimento ideale per gli altri due, al punto che, quando hanno un problema corrono da Nick. Egli quindi diventa anche metafora di quel cinema di evasione che ci aiuta ad uscire e a dimenticare il quotidiano per quel paio d'ore, cioè per quel tanto che basta a ricaricarsi per poter ricominciare.
Danny spiega che non può portare Jack indietro perché Benedict gli ha rubato il biglietto. Ma Nick non riesce a pensare ad una soluzione. Allora Danny va a casa sua e vi porta anche Jack, presentandolo sotto falso nome.
Intanto Benedict scopre che nella reale e violenta New York la polizia non è così efficiente come al cinema, e per esserne più sicuro fa una prova: uccide un uomo e nessuno lo insegue.
Ecco di nuovo una critica sociale: prima la fine del cinema, ed ora una critica all'inefficienza dei corpi preposti alla salvaguardia dei cittadini. Sono tutte critiche che rispecchiano tranquillamente il punto di vista dello spettatore che ancora di più si sente coinvolto negli eventi.
Il giorno dopo Danny scopre che Jack e sua madre hanno socializzato: Jack la ritiene un'esperienza interessante, non aveva mai solo parlato con una donna prima d'ora. Danny deve uscire con Jack, e dopo poco sono in cima ad un alto palazzo a guardare di sotto, alla ricerca di Benedict. E' la prima volta che Jack si ritrova nel mondo reale e vuole guardarsi intorno. Danny è preoccupato che il biglietto possa funzionare anche per altri film.
E' una paura fondata; infatti troviamo Benedict a pranzo con lo Squartatore: sta cercando di spiegargli che lui non si sentirà realizzato finché non avrà tolto di scena Jack, e se lui lo aiuterà il mondo sarà la sua torta e non sarà obbligato a tornare nella pellicola. Gli mostra la foto di Schwarzenegger: infatti una volta eliminato lui, Jack si eliminerà automaticamente.
Intanto Jack e Danny stanno facendo il giro di tutti i cinema: Danny è molto preoccupato, secondo lui non ce la faranno, perché questo non è il mondo della fiction, ma è il mondo reale, e il mondo reale è marcio! Ma secondo Jack il mondo in cui Danny vive è il mondo come egli stesso lo fa.
E qui di nuovo un momento di critica, in cui il tono viene smorzato proprio dall'unico personaggio da cui non ce lo aspetteremmo, e cioè Jack: il discorso morale è impostato assolutamente al di là del copione. E se Jack viene preso come il modello di un mondo perfetto in cui il buono vince sempre, Jack sembra dirci che il buono vince sempre perché perseguita con impegno il cattivo, e non si sconvolge se ogni tanto la polizia non arriva, perché semplicemente può capitare.
Jack dice a Danny che quando erano nel film Danny credeva in lui, ma ora gli ha tolto tutta la fiducia: lo considera solo un personaggio irreale in un mondo che non gli appartiene. Jack è molto deluso da questo atteggiamento, e se ne vuole andare, ma Danny individua Benedict. Nel taxi da cui è sceso trovano il giornale che stava leggendo e scoprono che il suo piano è quello di uccidere Schwarzenegger.
Intanto a New York, in uno dei cinema principali, è in programma l'anteprima mondiale di Jack Slater IV, con Schwarzenegger come guest star.
L'attore arriva nel cinema, e attorniato dai giornalisti cura la sua immagine di attore e di uomo dello spettacolo.
In questo senso il film diventa metafilm, o meglio potremmo definirlo meta-Holliwood, visto che dà delle indicazioni relativamente a tutti quegli aspetti commerciali e pubblicitari che spesso passano inosservati agli occhi degli spettatori.
Jack arriva al cinema, ma non è solo: anche lo Squartatore è arrivato convinto di poter uccidere qualcuno. L'arrivo dello Squartatore viene confuso: tutti pensano all'interprete travestito, nessuno si rende conto che è il personaggio della pellicola.
Jack entra nel cinema chiedendo al personale di servizio qual è il suo posto, sapendo che verrà scambiato per l'interprete principale: va verso la galleria inferiore, mentre Danny sale verso quella superiore ed individua lo Squartatore.
C'è un urlo un attimo di lotta convulsa, dopodiché Schwarzenegger un po' seccato informa Jack che vorrebbe essere avvisato quando si organizzano i promo pubblicitari, anche se si deve complimentare con Jack: è in assoluto il suo sosia più somigliante.
Danny viene però catturato dallo Squartatore, che, come da copione, lo porta sul tetto. Arriva anche Jack e sembra ripetersi la stessa scena che portò alla morte di Andrew. Lo Squartatore confessa che lui voleva davvero cambiare scena e fare quello che Benedict gli aveva chiesto, ma lui non ce l'ha fatta e ha dovuto ripetere le cose che era abituato a fare. La scena si ripete, e la fine che era stata destinata al figlio di Jack sembra dover essere girata nuovamente per Danny: Danny cade dal palazzo.
Ma in realtà Danny non è morto, è riuscito ad attaccarsi ad un cornicione e così Jack lo salva (ma questa non era la lurida realtà di un mondo marcio in cui le cose non finiscono come nella fiction?). Sono di nuovo sul tetto, stanchi e provati, quando Jack afferma: "Questa storia sugli eroi ha i suoi limiti", regalandoci un altro esempio di riferimento esterno rispetto al testo cinematografico. Ma proprio ora che i nostri due si credono salvi, appare Benedict che essendo armato spara loro contro.
Benedict ha sempre con se il biglietto magico e vuole raccontare un nuovo film a Jack: sarà un film in cui Benedict userà il biglietto per raccogliere tutti i cattivi del cinema e governare in questo mondo, che è molto più bello del mondo della fiction perché qui i cattivi possono anche vincere.
In questo spunto da metafilm, quindi, Benedict sembra sottolineare una enorme differenza tra la realtà e il mondo cinematografico: il lieto fine. Se infatti al cinema l'eroe a cui siamo abituati tende a vincere sempre e a garantire un finale commercialmente apprezzabile, nella realtà l'eroe è spesso esemplificazione del martire che muore per una causa giusta pur non apportando variazioni di rilievo nelle situazioni. In questo caso Jack non è neppure martire, e malgrado il nostro eroe resti Danny, dal quale ci aspettiamo un colpo di mano da un momento all'altro, Benedict raccoglie parte delle nostre simpatie, in quanto è comunque un cattivo in pellicola.
Benedict spara a Jack, ma la pistola fa cilecca: ma non si tratta di un errore da film come Jack gli rimprovera, bensì di un trucco che Benedict ha escogitato per sapere quando ricaricare. Infatti Benedict ha tolto un colpo, ma l'ultimo lo spara e colpisce Jack in pieno petto.
Danny allora reagisce ma invano: Benedict vuole disfarsi di Jack. Ma dopo un ulteriore attacco disperato di Danny perde la pistola che viene recuperata da Jack, il quale spara e uccide Benedict. Ma in questo modo il biglietto magico cade e finisce ai piedi di un film sulla morte. Allora, la Morte, interpretata da un uomo con la falce vestito di nero esce dallo schermo ed inizia la sua opera a New York.
Intanto stanno portando Jack all'ospedale, ma non hanno speranze. Invece per Danny una speranza c'è, e cioè riportare Jack là dove quel colpo è soltanto una ferita di striscio. Danny prende possesso dell'ambulanza e guida fino al cinema, Nick riproietta il film di Jack Slater, e senza biglietto, sperano solo che la cosa funzioni lo stesso. In quel momento entra la Morte: Danny prende la pistola per difendere il suo eroe (lo spettatore farebbe lo stesso per difendere Danny?), ma la Morte non vuole far del male a nessuno: "Ero solo curioso" dice "Lui non era nella mia lista" continua additando Jack. "Ma tu si Daniel".
Danny è stupito e non sa che fare.
E' in questo momento che vediamo come anche Danny abbia paura della morte, che è il terzo elemento che lo accomuna a Jack: probabilmente nella foga dell'avventura Danny non si era mai reso conto di questo fatto, ma ora in cui tutto sembra perduto, si ferma a riflettere, e questa è una cosa che agli occhi dello spettatore lo rende ancora più umano, perché è esperienza comune che nella difficoltà tutte le cose anche le più banali acquistino un significato diverso.
La Morte però rassicura Danny, perché lui morirà da nonno. Danny disperato allora gli chiede aiuto e la Morte lo invita a riflettere: Danny ha perso la matrice, ma ci dev'essere l'altra parte del biglietto da qualche parte. Danny allora rompe la scatola della maschera e trova l'altra metà che si attiva e riporta Jack nel suo mondo. Danny sa che è un addio: "Sono solo un eroe irreale, Danny!" gli dirà Jack mentre la sua mortale ferita sta tornando ad essere una ferita di striscio "Tu hai tutta una tua vita reale".
Danny a malincuore torna nella sua dimensione, e come esce dal film, il dottore dice a Jack che si tratta solo di una ferita di striscio. Jack rompe un vetro per assicurarsi che la sua mano funzioni ancora, e scopre con un certo piacere che non gli fa male. Dopodiché parla con il suo ispettore cercando di convincerlo che loro in realtà si trovano all'interno di un film.
Danny, dalla sala di proiezione parla con Nick: deve essere proprio un mago per aver fatto tutto questo! Ma Nick è convinto che sia stato Danny a riempire quell'esperienza di magia.
Dunque a quale tipo di eroe corrisponde Danny, il protagonista con cui lo spettatore tende ad identificarsi?
Questo film che ricalca i dettami di una bella favola bene si presta ad una analisi particolareggiata del protagonista secondo alcune funzioni determinate dal filologo Propp, il quale cercava di dare dei modelli entro i quali ascrivere il comportamento dell'eroe in generale. Delle trentuno funzioni che Propp individua, le prime ventidue sono quelle che fanno al caso nostro, cioè che riguardano la fiaba in sé senza "seconde puntate". Riguardo a queste vediamo che Danny ne ricalca solo alcune che, oltre a darci un'idea del suo comportamento, bene si allineano con lo svolgimento della trama:
1- Allontanamento: Danny si allontana dalla sua dimensione quotidiana non felice grazie al cinema
2- Divieto: A Danny viene proibito di uscire la sera
3- Infrazione: Danny infrange il divieto e va al cinema, entrando nella pellicola
4- Investigazione: Benedict (che viene qui individuato come il suo antagonista) cerca di capire chi è Danny
5- Delazione: Benedict scopre che Danny Madison non compare sull'elenco telefonico
6- Tranello: Benedict tende un'imboscata a Jack e Danny a casa di Whithney
7- X
8- X
8A- Mancanza: Benedict ruba il biglietto
9- Mediazione: Jack si rende conto che Danny ha ragione e gli chiede cosa fare.
10- Inizio della reazione: Danny decide di portare Jack nella sua dimensione
11- Partenza: Danny abbandona la fiction
12- Prima funzione del donatore: Nick è contento di scoprire che il suo regalo funziona
13- Reazione dell'eroe: Danny porta Jack da Nick
14- X
15- Indicazione del cammino: Danny individua Benedict
16- Lotta: Danny lotta contro Benedict per salvare Jack
17- X
18- Vittoria: Benedict è vinto
19- Rimozione della mancanza: Danny recupera un biglietto
20- Ritorno: Danny torna nel cinema
21- Persecuzione: la Morte lo insegue
22- Salvataggio: Danny riporta Jack nella sua dimensione
E' chiaro che in questo senso solo Danny può essere il vero eroe, in quanto vero elemento individuato come attivo all'interno della storia: Jack potrebbe essere eroe, ma solo per ciò che riguarda la "sua" pellicola prima dell'entrata di Danny, in quanto le sue azioni sono prevedibili nella pellicola, e dipendono assolutamente dalle osservazioni di Danny al di fuori della pellicola.
Il mediatore di questa situazione è il magico Nick.
L'esperienza di Last Action Hero, non è unica: altri tentativi di metafilm sono stati compiuti e in generi diversi (basti solo pensare a "La Rosa Purpurea del Cairo"), ma si differenzia dagli altri in quanto si pone come una precisa richiesta di aiuto del cinema ai suoi spettatori che si evince nella accorata richiesta che Jack fa a Danny: deve tornare nel suo mondo, perché Jack ha bisogno di sapere che Danny sarà là fuori a fare il tifo per lui, perché solo così gli eroi di celluloide potranno sopravvivere.