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IL MIO DOLORE HA UN NOME
Dimmi, hai mai sofferto?
Hai mai provato quel tipo di dolore che ti colpisce dritto al cuore e non ti lascia scampo? Hai mai provato quella fitta lancinante che ti strazia il petto e ti impedisce quasi di respirare? Hai mai dovuto sopportare quel peso che porta con sé una sensazione di angoscia e di paura perchè non sai cosa fare per attenuarlo? Hai mai dovuto sopportare questo fardello, che ti schiaccia e ti opprime, che grava inesorabilmente su di te, qualsiasi cosa tu faccia? Sai cosa significa vedere tutto dun tratto il mondo che ti circonda senza colore? Hai mai dovuto cercare di colmare quelinesorabile senso di vuoto che senti dentro e che sembra incolmabile? Conosci la pena che si prova quando sei alla disperata ricerca di una qualunque cura che possa lenire almeno un po' la ferita che senti bruciare così in profondità, ma ti sembra impossibile che esista un rimedio, perchè questo dolore invade ogni singola fibra del tuo corpo?
Quando sembra che la terra debba aprirsi da un momento allaltro sotto i tuoi piedi per farti precipitare in un oscuro baratro senza fine&ldots;
E tutto quello che riesci a fare è piangere. Le lacrime ti inondano gli occhi e le guance, ti impediscono di vedere, ti stremano, e non riesci a fermarle. Piangi, piangi e basta. E tutto quello che vorresti è addormentarti, perchè nel sonno il tempo passa più velocemente, e ti sembra di dimenticare. Lasciarsi cullare in un oblio senza fine, con la speranza che al risveglio tutto sarà solo un lontano ricordo, e anche il dolore sembrerà non appartenerti. Ma purtroppo ti basta poco per renderti conto che in verità è più presente che mai. E spesso occupa perfino i tuoi sogni, e turba il tuo sonno. E' lì, latente, con la forza di un corso d'acqua che lentamente corrode, consuma, indebolisce, uccide. Ti tiene in ogni momento stretto nella sua morsa. Non ti dà tregua, e ti fa credere che non ci sia alcuna via d'uscita.
Dimmi, l'hai mai provata questa sofferenza?
Io si.
Sai, la cosa peggiore del dolore è che non ti rendi conto di provarne fino a che non gli dai un nome. Parlare del dolore in generale non fa poi così effetto come quando acquista un'identità. Non importa se è un chi, un cosa, un come o un perchè, dal momento in cui assume una sfumatura particolare, è in quel momento che ha via libera per infiltrarsi nel tuo cuore e stabilirvisi, solitamente per lungo tempo.
E' strano, chissà perchè la felicità dura sempre così poco, mentre il dolore è un compagno fedele... e solitamente quelli felici sono sempre attimi rubati, anzi, strappati al tempo.
Ma allora, che fare? Che fare, se non c'è cura? Che fare, se questo dolore non si può nemmeno evitare?
Devi imparare a conviverci. Piccolo o grande che sia, ci sarà sempre.
I più pensano che sia il dolore a strapparci la felicità, ma in molti casi non ci si accorge che accade il contrario, ed è la felicità che ci salva dal dolore. Pochi attimi, e riusciamo, anche se solo per poco, a rialzarci. Magari non è molto, ma può diventarlo.
Ricorda, ama sempre te stesso, ama i tuoi errori e le tue conquiste, i tuoi pregi e i tuoi difetti, i tuoi momenti positivi e quelli negativi. Vedrai, poi riuscirai a reggerti con le tue sole forze e con l'aiuto degli altri sarà ancora meno difficile tornare ad essere sereno. Non avere paura, tutto passa prima o dopo, e, per quanto ti possa sembrare incredibile, anche certi brutti ricordi possono diventare piacevoli.
Dimmi allora, anche se tante volte hai sofferto, sei mai stato felice?
Miss Wilde, 19 anni
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