Non è un inedito, ma quasi, visto che pochi si soffermano ad ascoltare le parole delle canzoni

e visto che questo disco finora ha circolato poco; noi lo abbiamo trovato qui:

http://digilander.iol.it/giorgiogaber/epensare.htm#quando_saro

 

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  Giorgio Gaber

  "E pensare che c'era il pensiero"

 

  [Image] Disco 1

 

  1. La sedia da spostare

  2. Mi fa male il mondo (Iª parte)

  3. L'equilibrio

  4. Giovani si fa per dire

  5. Il miracolo

  6. L'equazione

  7. Il tempo quanto tempo

  8. La masturbazione

  9. La Chiesa si rinnova

  10. La realtà è un uccello

  11. Io come persona

 

  Disco 2

 

  1. Canzone della non appartenenza

  2. Sogno in due tempi

  3. E pensare che c'era il pensiero

  4. Falso contatto

  5. Quando sarò capace di amare

  6. Destra-sinistra

  7. Mi fa male il mondo (IIª parte)

  8. Non so più

 

  [Image]

  Testi disponibili:

  (per questi testi ringraziamo Francesco di Livorno)

 

LA SEDIA DA SPOSTARE [[Image]]

 

(La scena è buia. Al centro una sedia molto illuminata. Voci fuori campo)

 

a) Secondo me quella sedia lì va spostata.

b) Anche secondo me quella sedia lì va spostata.

a)Facile dirlo quando l'han detto gli altri.

b)Se è per questo sono anni che lo dico e nessuno mi ascolta.

a) Da una approfondita analisi storica e sociologica viene fuori che quella

sedia pesa dai nove ai dieci chili.

b) Non sono d'accordo. Dai sondaggi il 2% degli intervistati dice che pesa

dai cinque ai sei chili, il 3% dai sei ai sette chili, il 95% non lo so e

non me ne frega niente. Basta che la spostiate.

a) Secondo me per spostarla ci vorrebbe qualcuno che la prendesse

delicatamente per la spalliera e la mettesse da un'altra parte.

b) Eccesso di garantismo. Al punto in cui siamo è assolutamente necessario

prenderla in qualsiasi modo. Anche a calci.

a) A calci? Ma questo è profondamente antidemocratico e anticostituzionale.

b) Se è così cambiamo la Costituzione

a) Non è una cosa che si può fare da un giorno all'altro. Nel frattempo

propongo di indire un referendum.

b) Non si troveranno mai 500.000 firme per spostare una sedia.

a) E allora non c'è scelta: elezioni anticipate.

b) No, le elezioni oggi no. Sarebbe troppo grave per il Paese. Forse domani.

a) Rimane il problema urgente della sedia da spostare.

b) Su questo sono d’accordo. Può essere un punto di incontro.

a) Parliamone.

b) Parliamone.

 

 

 

 

 

MI FA MALE IL MONDO (Iª parte) [[Image]]

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

 

Mi fa male più che altro credere

che sia un destino oppure una condanna

che non esista il segno di un rimedio in un solo individuo

che sia uomo o donna.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

 

Mi fa male più che altro ammettere

che siamo tutti uomini normali

con l'illusione di partecipare senza mai capire

quanto siamo soli.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

 

E’ un malessere che abbiamo dentro

è l'origine dei nostri disagi

un dolore di cui non si muore

che piano piano ci rende più tristi e malvagi.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Mi fa male, mi fa male, mi fa male...

 

Mi fa bene comunque credere

che la fiducia non sia mai scomparsa

e che d'un tratto ci svegli un bel sogno e rinasca il bisogno

di una vita diversa.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

 

Mi fa bene comunque illudermi

che la risposta sia un rifiuto vero

che lo sfogo dell’intolleranza prenda consistenza

e ridiventi un coro.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Ma la rabbia che portiamo addosso

è la prova che non siamo annientati

da un destino così disumano

che non possiamo lasciare ai figli e ai nipoti.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo

Mi fa male, mi fa male, mi fa male.

 

 

 

 

 

L’EQUILIBRIO [[Image]]

 

Il mondo è una palla rotonda leggermente schiacciata ai poli. Ed essendo

palla che fa? Rotola. E’ chiaro: che la terra si muova non è una novità.

L'ha detto qualcuno che tra l'altro deve essere anche finito in galera. Sì,

ma ultimamente sta succedendo un fenomeno strano. Molto strano. Si sente. Si

sente che si muove. Si ha proprio come la sensazione che il terreno sia

alquanto malfermo. Sì, è un movimento direi sismico, continuo. Ondulatorio o

sussultorio? Va bé, non andiamo nel difficile. Insomma si fa fatica a stare

in piedi. Manca proprio l'equilibrio.

All'inizio credevo che fosse un fatto mio, personale. Ero un po'

preoccupato. Poi guardandomi più attentamente in giro mi sono accorto che la

gente non è perfettamente in asse. Sono tutti un po' traballanti. Tutto

un'umanità che sbanda, dondola, slitta, cerca di stare in piedi in qualsiasi

modo. Riuscire a stare in piedi su un terreno instabile, insicuro, non è

cosa facile. Ma dopo un po’ ce la si fa.

Certo non si può pretendere che uno concentrato com'è per stare in piedi

possa occuparsi degli altri, del mondo. Insomma, possa pensare. Ma a parte

questo, la gente non ci fa neanche molto caso. Ma sì, l'uomo si abitua a

tutto. Ognuno ha il suo traballio; chi a destra, chi a sinistra... il centro

non c'è più. La gente si incontra per la strada, normale, si saluta, le

solite frasi di circostanza:

"Come va, signora?"

"Insomma, ci si barcamena"

"Eh, beata Lei signora che ci ha il culo basso!"

Dopo un po' si riesce anche a darsi la mano. Tac! Centrata!

"Vuole un caffè? Già mischiato".

Ma sì, basta abituarsi. Basta non cercare punti fermi che tanto non ci sono.

Dopo un po' diventa tutto come prima. Per forza: l'abitudine è il surrogato

della normalità. Gli amori continuano a nascere teneri e traballanti. Anche

gli amplessi sono meno faticosi. Basta sintonizzarsi con il dondolio e tutto

va da se. La riproduzione della specie è salva.

Alcuni poi non so se più incoscienti, più spensierati o non so cosa, non si

sono proprio accorti di nulla; stanno benissimo. Per forza, l'ignoranza è il

surrogato della felicità.

 

 

 

 

 

GIOVANI, SI FA PER DIRE [[Image]]

 

Giovani, si fa per dire

eterni innamorati della vita

col gusto di chi sfida il tempo e vive alla giornata

giovani un po' cresciuti che non sanno ancora bene cosa fare

ma sono sempre e comunque in attesa di un grande avvenire.

 

Giovani non tanto giovani

allegri ragazzoni, senza offesa

eroi di quell'età un po' vaga e anche un po' difettosa

carichi di un potenziale che per adesso non si è, ancora espresso

in termini di doti straordinarie e anche di sesso.

 

L'importante è mantenersi informa, mettersi addosso una cosa qualunque,

basta che stia bene. L'importante è fare un po' gli scemi con le ragazzine.

 

Intanto la pancia cresce

adagio ogni giorno cresce

è già più rotonda e aumenta pian piano

ieri sembrava un millimetro meno.

 

Giovani, come siamo giovani

giovani, che bello essere giovani

giovani, siamo tutti giovani

giovani, giovani, giovani, giovani...

 

Giovani, sì fa per dire

felicemente immuni da pensieri

si nutrono di sentimenti, meglio se provvisori.

giovani un po' trasgressivi che alla carriera non ci pensan mai

filosofi sempre 'on the road' che tanto i soldi glieli diamo noi.

 

L'importante è prendere la vita come un gran divertimento. L'importante è

ridere e scherzare su qualsiasi argomento. Che temperamento!

 

Intanto la pancia cresce

e il giovane si stupisce

intanto un capello lì sul cuscino

ahi, che sorpresa, che dolorino.

 

Intanto la pancia cresce

intanto le cosce mosce

intanto allo specchio: Dio, che sgomento

mi sta venendo anche un po' il doppio mento.

 

Giovani, come siamo giovani

giovani, che bello essere giovani

giovani, siamo tutti giovani

giovani un po' da invecchiare

giovani un po' da rifare

si fa per dire

 

.

 

 

 

IL MIRACOLO [[Image]]

 

parlato: L'occhio umano, come credo anche l'occhio bovino, è l'organo per la

reazione degli stimoli della luce che vengono immediatamente trasmessi ai

centri nervosi. Basta un minimo sforzo, una piccola fessura per

impressionare i nostri sensi che sono già molto nervosi.

 

Schermo fluorescente unica fonte di magia

sera di televisione

luce soffusa nella mia casa voce che fa compagnia

ma improvvisamente...

Un po' di incertezza fin quando

la mano si ferma sul telecomando

e s'illumina il mondo.

Schermo fluorescente unica fonte di energia

ma improvvisamente...

 

E se improvvisamente ti venisse in mente

ti venisse in mente come in un film di fantascienza

che questo vetro luminoso potrebbe anche finire

nella totale indifferenza

se ti venisse da pensare per un attimo soltanto che non esiste

lo spettatore

e se guardando la bocca

di un attore, un giornalista o un presidente ti venisse in mente

che all'ascolto non c'è più nessuno

che sono usciti tutti, sono andati via

e in primo piano c'è soltanto quella bocca

e la sua follia...

Miracolo!

Miracolo!

 

E se improvvisamente ti venisse in mente

ti venisse in mente che quella bocca colorata

gira per le stanze invano

il gran faccione è lì che parla

e non sì sente neanche il suono

se tu vedessi la tua casa vuota

come vista da lontano sempre più lontano

c'è soltanto la televisione e nei palazzi

nessuno

se ti venisse in mente che niente ha resistito

la massa è morta dolcemente e l'individuo

si è svegliato...

Miracolo!

Miracolo!

 

La grande fluorescenza non incanta più nessuno

un miracolo

la dolce ammaliatrice non seduce più nessuno

un miracolo.

 

E fuori nelle piazze e nelle strade

la vita

ritorna ad esser quella vera

e l'aria è fresca, e si respira, e si respira

E fuori nelle piazze e per le strade la vita.

 

 

 

 

 

L’EQUAZIONE [[Image]]

 

E quando fuori dalla tua finestra il cielo si fa più grigio...

e quando dentro ai tuoi pensieri si insinua un senso di amarezza...

e quando avverti una crescente mancanza di energia...

e quando ti senti profondamente solo...

ecco, quello è il giorno dell'appuntamento col tuo bilancio sentimentale.

Generalmente non è un bel giorno. E non tanto perché il cielo si fa un po'

più grigio... quanto perché tu ti fai un po' più schifo.

Ma se si fallisce sempre, ci sarà un motivo! Dov'è che si sbaglia? Colpa

mia... colpa tua... No, a queste cose non ci credo. L'errore dev'essere

'prima'. Non una cosa recente. Probabilmente da bambino: un errore che ha

influenzato tutta la mia vita affettiva; forse il famoso Edipo, forse "mamma

c'è n'è una sola". Anche troppa, oppure nonni, fratelli, zii... insomma,

figure, fotografie dell'infanzia che rimangono dentro di noi per tutta la

vita.

Sì, un errore innocente, impercettibile, che poi col tempo si è ripetuto,

ingigantito, fino a diventare gravissimo, irreparabile.

Già, ma perché l'errore si ingigantisce? Dev'essere un po' come quando a

scuola facevamo le equazioni algebriche. Cioè, tu fai uno sbaglietto, una

svista, un più o un meno, chi lo sa... E che poi te lo porti dietro e nella

riga sotto cominci già a vedere degli strani numeri. Va be', dici tanto poi

si semplifica. E poi numeri ancora più grossi, brutti, sgraziati anche. E

poi addirittura enormi, incontenibili, schifosi.

 

E alla fine:

 

X= 462.274.363 +c

  Ö 78.217.304

 

E ora prova un po' a semplificare!

Non c'è niente da fare. La matematica deve avere una sua estetica: x = 2.

Bello!

La semplicità.

Forse, per fare bene un'equazione è sufficiente avere delle buone basi. Ma

per fare una storia d'amore vera e duratura è necessario essere capaci di

scrostare quella vernice indelebile con cui abbiamo dipinto i nostri

sentimenti.

 

 

 

 

 

IL TEMPO, QUANTO TEMPO [[Image]]

 

Il tempo, quanto tempo

e dopo tanto tempo rincontrarti

e i nostri cuori non so se smemorati o incerti

e con addirittura la paura di non sapere

come salutarti.

 

Il tempo, quanto tempo

e poi chissà da dove son passate

in tutti questi anni le nostre vite

chissà che facce abbiamo

forse siamo due persone sconosciute.

 

Eppure la luce del viso è sempre la stessa

lo stesso sguardo tu così cambiata

ma forse è solo qualche ruga nei tuoi occhi

da animale in fuga.

 

Ed io che non mi vedo e non so niente del mio viso

di fronte a te sono confuso e un po' a disagio

fa un po' male quella mia caricatura

che il tempo mi prepara.

 

Il tempo, quanto tempo

e dopo tanto tempo non ci viene

nemmeno una parola o un'emozione

ci siamo un po' perduti come tutti

non per cattiveria, ma per distrazione.

 

Eppure la voce è la stessa così familiare

la stessa donna tu così diversa

che ora un po' lontana e assente

mi saluta educatamente.

 

Ed io, io mi domando cosa resta di un amore

qualche rimpianto e un angolino di dolore

ma fa male quella mia caricatura

che il tempo mi prepara.

 

 

 

 

 

LA MASTURBAZIONE [[Image]]

 

Lei comincia a divincolarsi, ma i suoi sforzi rendono più sensibile la sua

debolezza e nello stesso tempo fanno ondulare il suo corpo contro il mio.

Ora la trascino verso la camera, ma strada facendo mi fermo un po' per

obbligarla a stringersi di nuovo contro di me, in modo da sentire bene il

tenero strofinio dei suoi seni attraverso la seta sgualcita della camicia.

Poi, sempre tenendola, costringo la piccina a inginocchiarsi. Le immobilizzo

i polsi dietro la schiena con una mano sola che preme contro l'incavatura

della vita e la schiaffeggio più volte, senza fretta, con l'aria di punirla.

Lei sa che ha bisogno di una punizione. Dopo le accarezzo il viso con le

mani, poi anche le labbra, ma siccome non si dimostra compiacente quanto

voglio, la schiaffeggio ancora senza spiegazioni. Punita per la seconda

volta mi bacia senza reticenze. Allora la faccio stendere servile,

sottomessa, a pancia in giù. E’ la posizione che preferisco ... ferma,

buona, indifesa. Le faccio risalire la camicia poi le spingo giù i

pantaloni, dolcemente. Con la punta delle cinque dita sfioro la pelle nei

punti dove è più delicata, non tanto per interessare la prigioniera...

Non tanto per interessare la prigioniera...

Questo pensiero rischia di farmi sfuggire l'immagine.

Non tanto per interessare la prigioniera...

Accendo la luce e guardo il cuscino... la prigioniera.

Ecco cosa c'è di bello nella masturbazione Non c'è alcun bisogno di

preoccuparsi dell'altra persona.

Però guai a distrarsi. Devi essere un tutto unico... testa e... i

ragionamenti intermedi sono fallimentari. Fra la tensione del pensiero e

il.. non deve esistere niente. Credo che la masturbazione sia la prima forma

di interezza. E non solo quello. Nessuno ha mai parlato di questo modo di

amare. Ma ti rendi conto? In due, sempre in due. L'amore in due... manca di

intimità. Figuriamoci in tanti. Che stronzata in tanti! L'amore in uno è il

più perfetto. Non ha mai sfasature. E’ l'unico amore dove veramente una

persona fa i conti con il proprio sesso. Purtroppo non puoi raccontarlo a

nessuno, il tuo sesso. Quanto sia acuto, profondo, illimitatamente libero...

si va fino in fondo, fino alle oasi più vergognose che sono poi quelle più

vere. Mi fanno ridere quelli che la chiamano disperata solitudine. Ah, ah,

ah! La masturbazione è una scienza privata e universale. E’ il rilancio

dell'individuo. Ti libera dalle untuose ideologie del sociale. Ti libera dai

sofismi della conservazione della specie e ti porta verso l'immagine pura.

E’ il più alto dovere dei poeti. O la capisci o non la capisci. O ce l'hai o

non ce l'hai. Non ci si può accedete con la logica. E’ una verità del cuore.

Come la mamma, come la patria.

Mi sono esaltato!

Va be', fumiamo, va. Guarda che casino c'è in giro.

Cartacce, mozziconi, giornali da tutte le patti, il letto sfatto... che

disastro Però è bello tornare a casa la sera da soli, infilarsi sotto le

coperte... e sapere già come andrà a finire. Quasi, quasi, stasera resisto.

Così domani è anche meglio.

Dicono che faccia male. Anche quella lì non l'ho mai capita.

Ma quanti saranno quelli che alla mia età...

Non lo saprò mai. E chi te lo racconta!

Non so se dormire o tornare ai miei filmini.

Dunque, lei era prigioniera. Era prigioniera con le mani... Non la vedo più.

No, ormai la Lucianina non mi va più bene.

Che strano! Probabilmente il pensiero è diventato debole, e quando il

pensiero si indebolisce.. si indebolisce tutto.

Ma chissà quanti sono quelli che da grandi... No, perché sarei curioso di

sapere che tipo di tecnica... Secondo me ci sono due tendenze. Quella della

donna astratta, stupenda, completamente inventata, piena di fianchi, di

cosce, di tette.. No, no, io sono realista. Sì, preferisco una donna che

c'è... che ho già visto tante volte.

Una di cui conosco la madre, il cugino, il fratello, il marito... ummm... le

mogli degli amici... le faccio parlare proprio con la loro voce, sono

precisissimo nell'immaginare i loro gesti. Ognuno il suo carattere. Mai far

fare cose che loro non farebbero. Magari che non hanno mai fatto... Ma io so

che le farebbero. Con me le farebbero!

Guarda la Barbara... dolce.. ispirata. Chi lo immaginerebbe che sotto quel

viso da Madonna... coi fianchi morbidi, rotondi... Dice che è timida e si

vergogna del suo corpo. Si vergogna del suo corpo e mette su delle gonne che

si incollano al culo... Altro che Madonna, è una troia! E’ che lei non lo sa

di essere così. E allora perdo la concentrazione. Mi si indebolisce il

pensiero.

Mi svanisce il culo della Barbara... addio, mi si intreccia con quello di

qualcun altro... con quello del postino... No, no, il postino no!

Ecco, con quello della Cornelia. Va già un po' meglio.

Anche se devo cambiare tutto perché.. è tremenda la Cornelia, isterica,

fredda come il ghiaccio, aristocratica, mai un gesto fuori posto.

Bisognerebbe smuoverla, lei, così controllata, seria, piena di dignità.

Sarebbe bello vederla fondere. Sarebbe bello vederla fondere, la sua

dignità... Ecco, sì sono concentratissimo... ci sono... Ti scavo nel

cervello, Cornelia. Te lo tirannizzo. Ecco, così, così, così!...

Non è andata tanto male. Con la Cornelia non c'ero mai riuscito. No, è

brava... Ce l'ha fatta a tenermi con lei fino alla fine. Il guaio è quando

il postino viene fuori all'ultimo momento e tu non sei più in tempo a

toccare indietro. Ormai sei lì... che fai? Lo ami!

C'è di buono che un attimo dopo, penso subito a qualcos'altro...

Pensare? Più che pensare,... c'è come una specie di disagio, di amarezza.

Non ho mai capito perché per eccitarmi devo aver bisogno di certe fantasie

strane e contorte. Forse la nostra vita sessuale è irrimediabilmente

corrotta. Spesso anche davanti ad una donna, è un amore tutto mentale. Si va

avanti da soli. Si, è un amore "monosessuale"... Come la masturbazione!

Ma è possibile che nell'amore, come anche nella vita, si debba essere sempre

così egocentrici e soli.

Mai, mai un gesto che sia veramente.. oltre noi stessi.

No, non è di altruismo che intendo parlare. I nostri atteggiamenti

altruistici li conosco bene, e forse servono più che altro a garantirci un

posto in paradiso.

Ma per un posto nella vita ci vuole altro.

Certo, bisognerebbe inventare il miracolo... sì, arrivare al punto dove il

nostro egoismo possa magicamente coincidere con la felicità degli altri.

 

 

 

 

 

LA CHIESA SI RINNOVA [[Image]]

 

Il mondo ha fretta continua a cambiare

chi vuol restare a galla si deve aggiornare.

Anche la chiesa che sembra non si muova

ogni tanto ci ripensa e ne inventa una nuova.

E dimostrando un notevole tempismo

ha già tirato fuori un nuovo catechismo.

Dove tutto è più aggiornato, dove tutto è più moderno

e anche a vincere un appalto si rischia l'inferno.

Dove il senso di giustizia è ancora più forte

e talvolta è anche gradita la pena di morte.

 

E la chiesa si rinnova per la nuova società

e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

 

In questo clima di sgomento per il popolo italiano

viene fuori l'acutezza del pensiero vaticano.

E tutti hanno capito che il Papa era un genio

quando ha detto che la mafia è figlia del demonio.

Ma quello che spaventa è il coraggio della CEI

che ha già riabilitato Galileo Galilei.

E adesso se divorzi ti puoi anche risposare

a patto che stai buono e non ti metti a scopare.

Ma il nuovo sacramento per essere senza macchia

va fatto di nascosto e in un'altra parrocchia.

 

E la chiesa si rinnova per la nuova società

e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

 

Da oggi il praticante ha un'altra prospettiva

più allegra e disinvolta direi quasi alternativa:

la pillola per ora non può essere accettata

ma è ammessa se prevedi di esser violentata.

E piuttosto che far uso dei preservativi

è meglio diventare tutti sieropositivi.

D'altronde per la chiesa l'ideale è l'astinenza

che è un po' come l'invito all'auto sufficienza.

 

E la chiesa si rinnova per la nuova società

e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

 

Da Roma il Santo Padre ci invia il suo messaggio

è lì ogni domenica a parte quando è in viaggio.

Lui voleva andare in Bosnia l'aveva stra-annunciato

ma all'ultimo momento c'ha un po' ripensato.

Perché l'uomo è santo e pio ma è anche molto scaltro

lui lo sa che morto un Papa se ne fa subito un altro.

E adesso ha scritto un libro che è già un grosso evento

sarà anche un po' acciaccato ma non sta fermo un momento.

Anche se i traffici loschi della Santa Sede

sono parte integrante dei misteri della fede.

 

E la chiesa si rinnova per la nuova società

e la chiesa si rinnova per salvar l'umanità.

 

 

 

 

 

LA REALTA' E' UN UCCELLO [[Image]]

 

Da quando è, nato l'uomo è un cacciatore

affascinato da prede sempre nuove

alla ricerca di qualcosa da scoprire

un cacciatore che spara al mondo che si muove.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

E’ un uccello strano che mi gira intorno

è da tanto tempo che gli do la caccia

ma non ha abitudini questa bestiaccia

non conosce regole, né fedeltà.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

Sono affascinato da un uccello strano

che non è mai uguale, che non ha passato

devo anticiparlo, devo inseguirlo

altrimenti muoio di normalità.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

Va la mia realtà

come una storia che va avanti

e quando credi di afferrarla è già più in là.

E proprio vero che la vita è permalosa

se mi fermo lei si offende, si nasconde

e non è più la mia realtà.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

La realtà che passione!

 

parlato: Ma che cos'è questa cosa che l'uomo insegue disperatamente come un

cacciatore? Sì, si, lo so, tutto è realtà. Voglio dire se per strada mi cade

un vaso di fiori sulla testa, certo che è reale! Ma non è importante. Oddio,

la botta in testa, insomma... Voglio dire, la realtà è quel vaso lì? No,

quella è una disgrazia che è capitata a me. E non so, se un amico mi

racconta che la moglie è scappata con l'idraulico. Molto caro e neanche

bravo. Il mio amico è rimasto sconvolto per mesi; poi ha trovato un altro

idraulico. Ma la realtà è la donna del mio amico? No, non conta. Quella è

una disgrazia che è capitata a lui. Conta solo quello che riguarda tutti,

quello che riguarda il mondo. Ah, ma allora la realtà è la politica! No,

quella è una disgrazia che è capitata a tutti. E non se ne esce! E più

facile smettere di fumare che smettere di leggere i giornali. Anche ridurre

gradualmente è difficilissimo; Io da dieci quotidiani al giorno ero passato

a sette. Stavo già meglio. Poi una sera, una cena, una discussione con gli

amici... il giorno dopo, quindici. Anche l'Osservatore Romano. E così, se

perdi un telegiornale sei rovinato.

"Il decreto: è passato, non è passato, o ci hanno ripensato?"

"Ma, non lo so, sono rimasto indietro di un giorno, è cambiato tutto...

hanno litigato eh?".

"No, hanno fatto la pace". Peccato.

C'è gente che sa tutto. Conosce a memoria qualsiasi formazione di governo

comprese le possibili riserve e te la snocciola lì come niente: Berlusconi,

Pivetti, Scognamiglio. Fini sulla fascia destra. Pannella libero. Mica

tanto. Biondi stopper, D'Alema sulla sinistra, tornante su Buttiglione che

svaria al centro.

Bossi fuori. Di testa.

La realtà che passione e che tifo! La gente sente che deve partecipare, non

può mancare a un appuntamento così importante. Ci mette dentro tutto il suo

vigore, il suo impegno, la sua energia. Perché sente che qui si tratta delle

sorti del Paese, del nostro futuro. Si insulta, litiga, si accapiglia.

Perché qui si tratta della nostra vita, della nostra realtà.

La realtà, che parola... Così semplice e così piena di sfaccettature e di

ambiguità che spesso si rischia di non capire bene di cosa ci stiamo

occupando. Più si va avanti e più si ha la sensazione che la politica non

abbia niente a che vedere con la sfera della morale. Non ci sono buoni e

cattivi nella politica. E sempre stata e sarà sempre una questione di

rapporti di forza, un volgarissimo gioco di potere, che quasi mai centra con

la vita.

Ma è possibile che la nostra visione del mondo non vada oltre a queste

miserie, a queste opinioni interessate, a questo chiacchiericcio inutile, a

questi bisticci isterici e senza senso. Forse quella che noi oggi

consideriamo realtà è soltanto una grande confusione deviante dove ogni

soggetto, ogni cultura, ogni aggregazione, ormai non riesce più a vedere, né

a parlare, né a pensare se non col linguaggio di quella confusione deviante

che non ci permetterà mai di vedere il vero valore delle cose.

La realtà, che passione!

 

La realtà è, un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

Un uccello strano fuori dagli schemi

che non è sensibile ai miei richiami

il suo volo è pieno di contraddizioni

e non ha problemi di moralità.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

Io mi nutro solo di un uccello strano

è da tanto tempo che gli do la caccia

vivo per colpire questa bestiaccia

altrimenti muoio di inutilità.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

Va la mia realtà

come la vita che mi sfugge

ed io mi aggrappo come un naufrago qua e là.

Ma il mio destino è questo affanno

questa corsa verso il vero per toccare

quel mistero che è da sempre la realtà.

 

La realtà è un uccello che non ha memoria

devi immaginare da che parte va.

 

 

 

 

 

IO COME PERSONA [[Image]]

 

In un tempo di rassegnata decadenza

serpeggia la paura nascosta dall'indifferenza.

In un tempo così caotico e corrotto

in cui da un giorno all'altro ci può succedere di tutto.

In un tempo dove milioni di persone

si massacrano fra loro e non sappiamo la ragione.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove il mito occidentale

nel momento in cui stravince è nella crisi più totale.

In un tempo che è forse peggio di una guerra

dove gli ordigni nucleari pian piano invadono la terra.

In un tempo sempre più ostile allo straniero

dove pian piano tutti i popoli stanno premendo sull'impero.

In un tempo tremendo in ogni parte del mondo.

In un tempo dove tutto ti sovrasta

e qualsiasi decisione passa sopra la tua testa.

In un tempo dove il nostro contributo

la nostra vera colpa è, solamente un voto.

In un tempo che non ti lascia via d'uscita

dove il destino o qualcuno ha nelle mani la tua vita.

 

Ma io come persona

io come persona

io come persona completamente fuori dalla scena

io come donna o uomo

che non avverte più nessun richiamo

io che non capisco

e che non riesco a valutare e a credere

io confuso e vuoto

e rassegnato a non schierarmi mai

a non schierarmi mai, a non schierarmi mai.

 

parlato: In un tempo tremendo piano piano ti allontani dal mondo, ma con

fatica, senza arroganza, come un uomo sconfitto che riesce a vivere solo

rifugiandosi nel suo piccolo mondo. Ma la salvezza personale non basta a

nessuno. E la sconfitta è proprio quella di avere ancora la voglia di fare

qualcosa e di sapere con chiarezza che non puoi fare niente.

E’ lì che si muore, fuori e dentro di noi.

Sei come un individuo innocuo, senza giudizi e senza idee. Un individuo

sempre più smarrito e più impotente, un uomo al termine del mondo, ai

confini del più niente.

 

Ma io ci sono, io ci sono

io come persona ci sono, io come persona ci sono ancora

io coi miei sentimenti ci sono, io coi miei sentimenti ci sono ancora

io con la mia rabbia ci sono, io con la mia rabbia ci sono ancora

io come donna o uomo ci sono, io come donna o uomo ci sono ancora.

io ci sono, io ci sono

io come persona ci sono, io come persona ci sono

io come persona ci sono, io come persona ci sono ci sono, ci sono, ci sono.

 

 

 

 

 

CANZONE DELLA NON APPARTENENZA [[Image]]

 

parlato: Quando mi è capitato di nascere, la maggior parte dei miei simili

si era allontanata da Dio. E per colmare questo vuoto aveva scelto come

nuovo culto l'umanità con tutti i suoi ideali di libertà e di eguaglianza.

Tuttavia non so se per coscienza o per prudenza, non riuscendo ad

abbandonare completamente Dio, né ad accettare fino in fondo l'umanità,

siamo rimasti come alla deriva del mondo in quella distanza aristocratica da

tutto comunemente chiamata decadenza. Insomma siamo nati troppo tardi per

Dio e troppo presto per gli uomini.

 

La grande intesa tra me e l'universo

è sempre stata un mistero

il grande slancio verso la mia patria

non è mai stato vero

il tenero attaccamento al paese natio

mi sembra l'enfasi pietosa di un mio vecchio zio

tutto quello che ho, tutto ciò che mi resta

è solo questa mia famiglia che non mi basta.

 

Quando non c'è nessuna appartenenza

la mia normale, la mia sola verità

è una gran dose di egoismo

magari un po' attenuato

da un vago amore per l'umanità.

 

La mia anima è vuota e non è abitata

se non da me stesso

non so bene da quando l'amore per il mondo

mi sembra un paradosso

ma soffrire per gente di cui non si sa l'esistenza

mi sembra il segno un po' preoccupante di qualche carenza

tutto quello che provo è una vana protesta

è solo questa mia coscienza che non mi basta.

 

Quando non c'è nessuna appartenenza

la mia normale, la mia sola verità

è una parvenza di altruismo

magari compiaciuto

che noi chiamiamo solidarietà.

 

Ma se guardo il mondo intero

che è solidale e si commuove in coro

i filmati di massacri osceni

con tanti primi piani di mamme e bambini

mi vien da dire che se questo è amore sarebbe molto meglio

non essere buoni.

 

Se provo a guardare il mondo civile

così sensibile con chi sta male

il cinismo di usare la gente

col gusto più morboso di un corpo straziante

mi vien da urlare che se questo è amore io non amo nessuno

non sento proprio niente.

 

E invece siamo nati per amare proprio tutti

indiani, russi, americani, schiavi, papi, cani e gatti

è proprio il mondo della grande fratellanza

per nuove suffragette piene d'isteria

o peggio ancora è, quella sporca convenienza

come sempre mascherata dalla grande ipocrisia

la nostra ipocrisia.

 

Quando non c'è nessuna appartenenza

la mia normale, la mia sola verità

è una gran dose di egoismo

magari un po' attenuata

da un vago amore per l'umanità.

 

E non ci salva l'idea dell'uguaglianza

né l'altruismo o l'inutile pietà

ma un egoismo antico e sano

di chi non sa nemmeno

che fa del bene a sé e all'umanità.

 

Un egoismo antico e sano

di chi non sa nemmeno

di fare il bene dell'umanità.

 

 

 

 

 

SOGNO IN DUE TEMPI [[Image]]

 

Non si capisce perché quasi sempre i sogni, proprio nel momento in cui, come

specchi fedeli dell'anima, stanno per svelare al soggetto i suoi

intendimenti nascosti, si interrompono.

Ero lì, in una specie di zattera... chi lo sa, forse un naufragio...

Insomma, sono lì su un relitto di un metro per un metro e mezzo circa, e,

stranamente tranquillo in mezzo all'oceano, galleggio.

Chi sa cosa vorrà dire... Va be', vedremo poi. Per la verità avevo già

sognato di essere su una zattera con una dozzina di donne stupende... nude.

Ma lì il significato mi sembra chiaro.

Ora sono qui da solo, ho il mio giusto spazio vitale, mi sono organizzato

bene, il pesce non manca, l'acqua figuriamoci... i servizi non sono un

problema... ho anche un robusto bastone che mi serve da remo.

Non è un sogno angoscioso, ma cosa vorrà dire? Fuga, ritiro, solitudine,

probabilmente desiderio di sfuggire la vita esterna che ci preme da ogni

parte. Si diventa filosofi, nei sogni.

Oddio, cosa vedo? Fine della filosofia. No, non può essere una testa. Forse

una boa. Non so per cosa fare il tifo. La boa fa meno compagnia, ma è più

rassicurante.

No, no... si muove, si muove. Mi sembra di vedere gli spruzzi. Non è

possibile che sia un pesce. Qualcosa che annaspa, sprofonda, riappare, lotta

disperatamente con le onde.

(con enfasi decrescente) t un uomo, è un uomo, è un uomo, è un uomo, è un

uomo!

E ora che faccio. La zattera è un monoposto, ne sono sicuro. Per il pesce

non ci sarebbe problema, ma la zattera in due non credo che tenga.

(al naufrago) "Non tiene!"

Macché, non mi sente. Sarà a cento metri. Che faccio? Ma come 'che

faccio'... Sono sempre stato per la fratellanza, per l'ospitalità, per

l'accoglienza. Ho lottato tutta la vita per questi principi. Sì, ma non mi

ero mai trovato... Quali principi? Questa è la fine. Qui in due non la

scampiamo. E lui avanza, fende le onde. Madonna, come fende! Sarà a settanta

metri, cinquanta, trenta...

Quasi quasi gli preparo un dentice. E se non gli piace il pesce ? Se gli

piace solo la carne? Certo, io devo pensare a me, alla mia sopravvivenza:

mors tua vita mea. Oddio... non dovrò mica ucciderlo?

Ma che dico, sto delirando! Lo devo salvare. Poi in qualche modo ci

arrangeremo, fraternamente, ci sentiremo vicini. Per forza, non c'è

spazio... stretti, uniti, corpo a corpo...

Guarda come nuota... è una bestia! E no... io lo denuncio. Lo ammazzo. Ormai

sarà dieci metri. Mi fa dei gesti, mi saluta... mi sorride, lo schifoso. Ma

no, poveraccio, per lui rappresento la salvezza, la vita. Che faccio? Dio,

che faccio?

Potrei prendere il bastone, potrei allungarglielo per aiutarlo a salire...

Potrei darglielo con violenza sulla testa. Siamo al gran finale del dramma.

Il dubbio mi corrode. L'interrogativo morale mi divora. Devo decidere.

L'uomo è a cinque metri, quattro, tre...

Ecco, prendo il bastone e...

E a questo punto mi sono svegliato. Maledizione! Non saprò mai se nel mio

intimo prevale il senso umanitario dell'accoglienza o la grande paura della

minaccia. Devo saperlo, devo saperlo, non posso restare in questo dubbio

morale, devo sapere come finisce questo sogno!

Cerco di riaddormentarmi, mi concentro... sì, mi abbandono. Qualche volta

funziona.

Ecco, ecco... sì, l'acqua, l'oceano, le onde... un uomo su una zattera... un

altro che nuota, annaspa, arranca disperato, sento il cuore che mi scoppia.

Oddio... sono io... sono io che nuoto. Ma che è successo? Non è giusto, non

è giusto! Io ero quell'altro. Mi piaceva di più stare sulla zattera. Ora

affogo... Aiuto, Aiuto... che paura... Aiuto! Meno eroico, anche... non

importa. Ma quali dubbi morali... Ho le idee chiarissime, io. Sono per

l'accoglienza!

Ecco, l'ultimo sforzo, sono a cinque metri dalla zattera, quattro, tre...

Alzo la testa verso il mio salvatore... Eccomi!

PUMMM! Che botta.

A questo punto mi sono svegliato di nuovo. Non voglio sapere altro. Mi basta

così. Speriamo che non sia un sogno ricorrente.

 

 

 

 

 

E PENSARE CHE C'ERA IL PENSIERO [[Image]]

 

Il secolo che sta morendo

è un secolo piuttosto avaro

nel senso della produzione di pensiero.

Dovunque c'è, un grande sfoggio di opinioni, piene di svariate

affermazioni che ci fanno bene e siam contenti

un mare di parole

un mare di parole

ma parlan più che altro i deficienti.

 

Il secolo che sta morendo

diventa sempre più allarmante

a causa della gran pigrizia della mente.

E l'uomo che non ha più il gusto del mistero, che non ha passione

per il vero, che non ha coscienza del suo stato

un mare di parole

un mare di parole

è, come un animale ben pasciuto.

 

E pensare che c'era il pensiero

che riempiva anche nostro malgrado le teste un po’ vuote.

Ora inerti e assopiti aspettiamo un qualsiasi futuro

con quel tenero e vago sapore di cose oramai perdute.

 

Va' pensiero su l'ali dorate

va' pensiero su l'ali dorate.

 

Nel secolo che sta morendo

si inventano demagogie

e questa confusione è il mondo delle idee.

A questo punto si può anche immaginare che potrebbe dire

o rinventare un Cartesio nuovo e un po' ribelle

un mare di parole

un mare di parole

io penso dunque sono un imbecille.

 

Il secolo che sta morendo

che sembra a chi non guarda bene

il secolo del gran trionfo dell'azione

nel senso di una situazione molto urgente, dove non succede

proprio niente, dove si rimanda ogni problema

un mare di parole

un mare di parole

e anch'io sono più stupido di prima.

 

E pensare che c'era il pensiero

era un po' che sembrava malato, ma ormai sta morendo.

In un tempo che tutto rovescia si parte da zero

e si senton le noti dolenti di un coro che sta cantando.

 

Vieni azione coi piedi di piombo vieni azione coi piedi di piombo.

 

 

 

 

 

FALSO CONTATTO [[Image]]

 

Com'è bella! Com'è bella! Una donna stupenda. Mi è piaciuta subito. No, non

è molto che ci conosciamo. E stasera viene da me, a casa mia. Che emozione!

Non so da che parte cominciare. Le faccio: "Sono contento che tu sia salita

un attimo. Non l'avrei mai sperato. No, non fraintendemi... con una donna

come te non lo farei mai... Cioè, sì, lo farei... cioè... che casino...

voglio dire... non siamo qui per questo. Siediti. Ho del whisky. Ne vuoi un

po'?

E lei: "No. Voglio fare l'amore con te." Come? Cos'hai detto?

"Sì..." ripete tranquilla, "voglio fare l'amore con te."

Avevo capito bene. E la Madonna! Ma è una meraviglia. Un miracolo. Bisogna

afferrarli al volo, i miracoli. Mica te lo chiedono due volte. Ecco, non le

do neanche il tempo di finire la frase. La prendo tra le braccia e la

stringo fortissimo. Sono troppo eccitato. La trascino in camera. Mi slaccio

la camicia. Mi tolgo le scarpe, i pantaloni, le mutan...

Oddio, Non sono pronto. Eppure mi piace da impazzire... Niente. Come mai?

No, non facciamo scherzi... proprio stasera. Non mi succede mai. Comunque le

mutande le tengo. Lei è già sotto il lenzuolo. Chissà se è completamente

nuda. Speriamo di no, cioè magari... un po' di seta...

Mamma mia, che faccio? Ecco, mi sdraio vicino a lei e prendo tempo.

Silenzio. Cerco di comunicarle quanto sia emozionante l'attimo in cui non è

ancora successo niente... Le faccio: "Il sabato del villaggio. " E lei,

abbracciandomi: " Caro!... "

Ma come? Siamo già al 'caro'? Per loro è facile. Sono subito pronte. Io

invece.. che faccio? La strada della tenerezza, certo che poi è proprio

quella che a un certo punto... SI, mi piace, mi dà fiducia. Basta non

preoccuparsi. Ma sì, così, con calma. L'accarezzo esplorandola dolcemente in

ogni punto del corpo. La pelle è sottile. Poi premo leggermente con

sensibilità lenta, lentissima, orientale. Niente. Neanche l'oriente mi

aiuta. Sono disperato.

Provo a buttarmi su di lei con ardore. Il resto verrà da sé. Infatti, lo

sapevo. Meno male. E’ bellissima, sì, sì. L'abbraccio, la stringo, la bacio,

poi le accarezzo il viso, la guardo negli occhi, e la ribacio, la bacio, la

bacio, la bacio...

Sì, ma non posso mica andare avanti a baciarla tutta la notte! Calma. Lei

non si è accorta di niente. Vedi quando si dice 'una donna meravigliosa'...

'una santa'?!

"Come sei bella!"

E lei: "Sì, ma fermati, fermati. Non preoccuparti. Non ti devi forzare.

Ahi, aveva capito tutto... 'la santa'. Mi discosto sfiduciato, in silenzio.

Lei si rannicchia dolcemente con la testa sulla mia spalla e mi accarezza

piano, quasi distrattamente. Sta cercando di aiutarmi. E ci riesce... Brava,

ci sta riuscendo... così, così... miglioro, miglioro. Ora scende, sì, con

grande delicatezza gioca con l'elastico delle mie mutande. Che fa? Me le

toglie? Nooo! Errore! Fine del miglioramento.

In questi casi... o uno sprofonda, o fa dello spirito. E il mio genere:

"Sono belli gli amori spirituali, eh... Non si corre il rischio della

volgarità." Genialità sprecata. Non è disposta a certe intuizioni. Mi fa

solo: "Spero non sia colpa mia..."

"Lasciamoglielo credere, lasciamoglielo credere! Che poi è anche vero. Non

si dice in quel modo "Voglio fare l'amore con te." Non è mica un annuncio

economico. E poi, poi non ci si spoglia così: TRAC! La colpa è sua. Sì, va

bene, è bellissima ma la colpa è sua. Ma che credeva di fare? Si è anche

tutta profumata, come una troia. Ecco, quest'idea della troia mi piace. più

di quella della santa. Perché non ci ho pensato prima? Ci sono dei pensieri

che fanno effetto. SI, si, sento che succede qualcosa, finalmente,

finalmente. In u attimo sono sopra di lei. Ci siamo. Questa volta me la

prendo, me la prendo, Sì, sento affluire il sangue da tutte le parti.

Affluire, affluire, affluire... No, non da tutte le parti.

Mi ritiro piano piano nel mio angolino. Lo so, lo so, l'unica cosa è non

preoccuparsi, ma... a un certo punto... si preoccupa lei, la santa. Bisogna

distrarla. "Vuoi una sigaretta?" è sempre così. Negli intervalli tra un

tentativo e l'altro si fumano tre pacchetti di sigarette e si parla anche

della Fininvest.

Durante la conversazione lei strofina un po' il suo corpo contro il mio. Poi

un po' di più. Io continuo con la Standa. Interessante. E che a furia di

sfregarsi a un certo punto la santa ha una tal voglia di scopare che non si

riesce a immaginare neanche in uno scimmione. Mi salta letteralmente

addosso. Ora è sopra di me. Sono in sua balia. Non mi dà tregua. Che faccio?

Dovrebbero aspettare, le donne, per dio! Dovrebbero star li buone... che poi

magari tutt'a un tratto scatta. E invece ti aiutano... cioè, credono di

aiutarti... e ti toccano... ahi! maldestra, anche... Allora sì... che fare?

Io mi difendo come posso. Cerco di facilitare la sua passione, che arrivi al

massimo. Certo, faccio qualcosa con le mani cosi alla rinfusa, con le

ginocchia, mi agito, tocco, stringo, struscio. sgambetto, Lei morde, geme..

Poi si calma, si calma... Si calma...

Dev'essere andata bene. Scivolo da sotto di lei sempre più furtivo. Lei

resta immobile a pancia in giù. Un attimo di silenzio. Ho capito. E il

momento della dolcezza. Le passo una mano sui capelli e la guardo pieno di

comprensione.. Dorme come un sasso.

L'ho distrutta.

 

 

 

 

 

QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE [[Image]]

 

Quando sarò capace di amare

probabilmente non avrò bisogno

di assassinare in segreto mio padre

e di far l'amore con mia madre in sogno.

 

Quando sarò capace di amare

con la mia donna non avrò nemmeno

la prepotenza e la fragilità

di un uomo bambino.

 

Quando sarò capace di amare

vorrò una donna che ci sia davvero

che non affolli la mia esistenza

ma non mi stia lontana neanche col pensiero.

 

Vorrò una donna che se io accarezzo

una poltrona, un libro o una rosa

lei avrebbe voglia di essere solo

quella cosa.

 

Quando sarò capace di amare

vorrò una donna che non cambi mai

ma dalle grandi alle piccole cose

tutto avrà un senso perché esiste lei.

 

Potrò guardare dentro al suo cuore

e avvicinarmi al suo mistero

non come quando io ragiono

ma come quando respiro.

 

Quando sarò capace di amare

farò l'amore come mi viene

senza la smania di dimostrare

senza chiedere mai se siamo stati bene.

 

E nel silenzio delle notti

con gli occhi stanchi e l'animo gioioso

percepire che anche il sonno è vita

e non riposo.

 

Quando sarò capace d'amare

mi piacerebbe un amore

che non avesse alcun appuntamento

col dovere

 

un amore senza sensi di colpa

senza alcun rimorso

egoista e naturale come un fiume

che fa il suo corso.

 

Senza cattive o buone azioni

senza altre strane deviazioni

che se anche il fiume le potesse avere

andrebbe sempre al mare.

 

Così vorrei amare.

 

 

 

 

 

DESTRA-SINISTRA [[Image]]

 

Tutti noi ce la prendiamo con la storia

ma io dico che la colpa è nostra

è evidente che la gente è poco seria

quando parla di sinistra o destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Fare il bagno nella vasca è di destra

far la doccia invece è di sinistra

un pacchetto di Marlboro è di destra

di contrabbando è di sinistra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Una bella minestrina è di destra

il minestrone è sempre di sinistra

quasi tutte le canzoni son di destra

se annoiano son di sinistra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Le scarpette da ginnastica o da tennis

hanno ancora un gusto un po' di destra

ma portarle tutte sporche e un po' slacciate

è da scemi più che di sinistra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

I blue-jeans che sono un segno di sinistra

con la giacca vanno verso destra

il concerto nello stadio è di sinistra

i prezzi sono un po' di destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

La patata per natura è di sinistra

spappolata nel purè è di destra

la pisciata in compagnia è di sinistra

il cesso è sempre in fondo a destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

La piscina bella azzurra e trasparente

è evidente che sia un po' di destra

mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare

son di merda più che sinistra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

L’ideologia, l'ideologia

malgrado tutto credo ancora che ci sia

è la passione, l'ossessione della tua diversità

che al momento dove è andata non si sa

dove non si sa

dove non si sa.

 

Io direi che il culatello è di destra

la mortadella è di sinistra

quasi sempre l'emicrania è di destra

la colite invece è di sinistra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

La tangente per natura è di destra

col permesso di chi sta a sinistra

non si sa se la fortuna sia di destra

la sfiga è sempre di sinistra

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Il saluto vigoroso a pugno chiuso

è un antico gesto di sinistra

quello un po' degli anni '20, un po' romano

è da stronzi oltre che di destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

L’ ideologia, l'ideologia

malgrado tutto credo ancora che ci sia

è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché

con la scusa di un contrasto che non c'è,

se c'è chissà dov'è,

se c'è chissà dov'è,.

 

Canticchiar con la chitarra è di sinistra

con il karaoke è di destra

i collant sono quasi sempre di sinistra

il reggicalze è più che mai di destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

La risposta delle masse è di sinistra

col destino di spostarsi a destra

son sicuro che il bastardo è di sinistra

il figlio di puttana è a destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Una donna emancipata è di sinistra

riservata è già un po' più di destra

ma un figone resta sempre un'attrazione

che va bene per sinistra e destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Tutti noi ce la prendiamo con la storia

ma io dico che la colpa è nostra

è evidente che la gente è poco seria

quando parla di sinistra o destra.

 

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

Ma cos'è la destra cos'è la sinistra...

 

Destra-sinistra

Destra-sinistra

Destra-sinistra

Basta!

 

 

 

 

 

MI FA MALE IL MONDO (IIª parte) [[Image]]

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

e non riesco a trovar le parole

per chiarire a me stesso

e anche al mondo

cos'è che fa male...

 

parlato: Mi fa male... essere lasciato da una donna... non sempre.

Mi fa male l'amico che mi spiega perché mi ha lasciato.

Mi fanno male quelli che credono di essere il centro del mondo e non sanno

che il centro del mondo sono io.

Mi fa male... quando mi guardo allo specchio.

Mi fa male anche quando mi dicono che mia figlia mi assomiglia molto

fisicamente. Mi fa male per lei.

Mi fanno male quelli che sanno tutto... e prima o poi te lo dicono.

Mi fanno male gli uomini esageratamente educati, formali, distaccati. Ma mi

fanno più male quelli che per essere autentici ti ruttano in faccia.

Mi fa male essere così delicato, e non solo di salute.

Mi fa male più che altro il fatto che basta che mi faccia male un dente...

che non mi fa più male il mondo.

Mi fanno male gli architetti, gli avvocati, i commercialisti!

Mi fa male l'IVA, le trattenute, il 740, mamma mia come mi fa male il 740!

Mi fanno male le marche da bollo, gli sportelli, gli uffici, le code. Mi fa

male quando perdo la patente e gli amici mi dicono 'condoglianze'. E i

funzionari... sì, quando vai lì e non alzano nemmeno la testa. E poi quando

la alzano s'incazzano, certo, perché gli fai perdere tempo. Ti trattano

male, giustamente, siamo noi che sbagliamo, perché l'ufficio è sempre un

altro, un altro ancora, e poi le segretarie, i vicedirettori, i direttori, i

direttori generali... Mi fa male l'apparato, la sua mentalità, la sua

arroganza, la sua idiozia!

Come sono delicato!

Mi fa male il futuro dell'Italia, dell'Europa, del mondo.

Mi fa male l'immanente destino del pianeta Terra minacciato dal grande buco

nell'ozono, dall'effetto serra, e da tutte quelle tragedie che a dir la

verità... però... al momento... poi... non mi fanno mica tanto male.

Mi fanno male gli spot.

Non mi fa male la pubblicità in sé.

Mi fanno male, Dio bono, i culi nudi, le tette, le cosce, e tutti quei

figoni sprecati per il Campari Soda.

Mi fanno male i fax, i telefonini, i computers, e la realtà virtuale...

anche se non so cos'è.

Mi fa male l'ignoranza, sia quella di andata che quella di ritorno.

Mi fa male la carta stampata, gli editori... tutti.

Mi fa male che qualsiasi deficiente scriva un libro. E poi firma la

copertina, e poi entra in classifica: I', 2', 3'... Borges 37'!

Mi fanno male le edicole. I giornali, le riviste coi loro inserti: un

regalino, un opuscolo, una cassetta, un gioco di società, un cappuccino e

una brioches.

Mi fanno male quelli che comprano tutti i giornali.

Non mi fa male la libertà di stampa. Mi fa male la stampa.

Mi fa male che qualcuno creda ancora che i giornalisti si occupino di

informare la gente.

I giornalisti, che vergogna! "L'etica professionale", "il sacrosanto diritto

all'informazione ". Cosa mettiamo oggi in prima pagina. Ma sì, i morti della

Bosnia. è un po' che non ne parla nessuno! Tutto, tutto così, mica scelgono

le notizie più importanti, no, quelle che funzionano, che rendono di più...

Certo, per le loro carriere, per i loro meschini tornaconto, i loro padroni,

padroncini... Mi fanno male le loro facce presuntuose e spudorate. Mi fa

male che possano scrivere liberamente e indisturbati tutte le stronzate che

vogliono! E’ questa libertà di stampa che mi fa vomitare.

Come sono delicato!

Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri.

Mi fanno male quelli che dicono che gli uomini sono tutti uguali.

Mi fanno male anche quelli che dicono che il pesce più grosso mangia quello

più piccolo. Mi farebbe bene metterli nella vaschetta delle balene.

Mi fa male la grande industria, la media industria mi fa malino, la piccola

non mi fa niente.

Mi fa male non capire perché, a parità di industriali stramiliardari, un

operaio tedesco guadagna 2.800.000 al mese ed uno italiano 1.400.000. Ma per

l'altro 1.400.000 dov'è che va a finire?

Mi fanno male i ladri, sia quelli privati che quelli di Stato. Mi fa bene

quando li prendono, li arrestano, quando viene fuori tutto quello che

sapevamo. Dopo un po' però mi annoio.

Mi fa male che l'Italia, cioè noi, cioè io abbiamo due milioni di miliardi

di debito. Questo lo sappiamo tutti. Lo sentiamo ripetere continuamente. Sta

cambiando la nostra vita per questo debito che abbiamo.

Ma con chi ce l'abbiamo? A chi li dobbiamo questi soldi?

Questo non si sa. Questo non ce lo dicono. Perché se li dobbiamo a qualcuno

che non conta... va bé, gli abbiamo tirato un pacco ed è finita lì. Ma se li

dobbiamo a qualcuno che conta... due milioni di miliardi! Prepariamoci a

pagare in natura.

Mi fa male accendere la televisione. Mi fa male stare lì davanti, e non

riuscire a spegnerla, vedere fino a che punto... non c'è fondo, non c'è

fondo! La gente che telefona, gli sponsor, i giochini demenziali, i

presentatori che ridono. E poi le dentiere, gli assorbenti, preservativi, i

Gabibbi, gli spiritosi, gli imbecilli, tutti belli spigliati, spregiudicati,

completamente a loro agio... che si infilano le dita negli orecchi e si

grattano i coglìoni. Sì, mi fanno male tutti questi geniali opinionisti...

che litigano, si insultano, gridano, sempre più trasgressivi... questi

coraggiosi leccaculi travestiti da ribelli!

Mi fa male che 'tutto', sia volgarità.

Mi fa male che si parli fino alla nausea di quante reti... una a te, una a

me.... pubbliche, private... e poi le commissioni, i regolamenti, il

garante... senza parlare mai di quella valanga di merda che ogni giorno mi

entra in casa!

Che poi io sono anche delicato, l'ho già detto!

Mi fa male la violenza. Mi fa male la sopraffazione, la prepotenze,

l'ingiustizia.

A dire la verità mi fa male anche la giustizia. Un paese che ha una

giustizia come la nostra non sarà mai un paese civile. Una giustizia che fa

talmente schifo che se una volta per caso i magistrati fanno il loro normale

dovere diventano tutti Giuseppe Garibaldi...

Mi fanno male anche i pentiti. Che dopo aver ammazzato uomini donne e

bambini fanno l'atto di dolore... tre Pater Ave e Gloria e chi s'è visto s'è

visto.

Mi fa male la Sicilia. Magari mi facesse male solo la Sicilia. Mi fa male

anche la Lombardia, la Toscana, il Veneto. Roma!

Mi fa male che 'tutto' sia mafia.

Mi fa male non capire perché animali della stessa razza si ammazzino tra

loro.

Mi fa male chi muore in Jugoslavia. Mi fa male chi muore in Somalia, in

Armenia, in Ruanda, in Palestina. Mi fa male chi muore.

Mi fa male chi dice che gli fa male chi muore e fa finta di niente sul

traffico delle armi che è uno dei pilastri su cui si basa il benessere

dell'Occidente.

Mi fa male la mafia bianca, quella dei dottori, delle medicine, degli

ospedali, dei professori.

Mi fa male chi specula sulla vita della gente. Sì, quelle brave persone che

approfittano della debolezza del malato, dei suoi familiari. E ti fanno fare

le analisi, anche se non ne hai bisogno. E ti mandano dall'amico

specialista, tutti d'accordo, uno scambio, un giro d'affari, una grande

abbuffata di pazienti. Sì, quegli avvoltoi che si buttano sui moribondi per

tirargli fuori gli ultimi spiccioli, i chirurghi dal taglio facile e

redditizio... sì, quelli che tagliano tutto, tutto.. gambe, braccia... e

quando non ne hanno abbastanza... testicoli, seni, ovaie, uteri interi! Che

gliene importa di un utero in più o in meno!

Certo, mi fa male il cancro. Ma mi fa più male che il cancro sia il più

grosso affare economico del secolo.

Mi fa male chi crede che ci sia ancora qualcuno che pensa agli altri.

Mi fa male qualsiasi tipo di potere, quello conosciuto, ma anche quello

sconosciuto, sotterraneo, che poi è il vero potere. Mi fanno male le

oscillazioni e i rovesci misteriosi dell'alta finanza. Più che male mi fanno

paura, perché mi sento nel buio, non vedo le facce. Nessuno ne parla,

nessuno sa niente: sono gli intoccabili. Personaggi misteriosi e oscuri che

tirano le fila di un meccanismo invisibile, talmente al di sopra di noi da

farci sentire legittimamente esclusi. E’ lì, in chissà quali magici e

ovattati saloni che a voce bassa e con modi raffinati si decidono le sorti

del nostro mondo: dalle guerre di liberazione, ai grandi monopoli, dalle

crisi economiche, alle cadute dei muri, ai massacri più efferati.

Mi fa male quando mi portano il certificato elettorale.

Mi fa male la democrazia, questa democrazia che è l'unica che conosco.

Mi fa male la prima repubblica, la seconda, la terza, la quarta.

Mi fanno male i politici, più che altro tutti, sempre più viscidi, sempre

più brutti. Mi fanno male gli imbecilli, i ruffiani. E come sono vicini a

noi elettori, come ci ringraziano, come ci amano. Ma sì, io vorrei anche dei

bacini, dei morsi sul collo... certo, per capire bene che lo sto prendendo

nel culo. Tutti, tutti, l'abbiamo sempre preso nel culo... da quelli di

prima, da quelli di ora, da tutti quelli che fanno il mestiere della

politica.

E mi fa male che ci sia qualcuno che crede ancora che 'loro' facciano

qualcosa per noi, per le nostre famiglie, per il nostro futuro. No, non c'è

una scelta, neanche una, non c'è una scelta politica che sia fatta pensando

a cosa serve al Paese. No, solo quello che conviene al gruppo, al partito...

Per contare di più, per avere più potere. Certo, lo fanno solo per se

stessi, per il loro schifosissimo interesse personale. Tutti, tutti, nessuno

escluso. Farebbero qualsiasi cosa, venderebbero i colleghi, gli amici, i

figli. Cambierebbero colore, nome, nazionalità, darebbero delle coltellate

ai compagni di partito pur di fottergli il posto. Non c'è più niente che

assomigli al coraggio, all'esilio, alla galera. C'è solo l'egoismo

incontrollato, la smania di affermarsi, il potere, il denaro, l'avidità più

schifosa.

E voi credete ancora che contino le idee? Ma quali idee...

La cosa che mi fa più male è vedere i nostri figli con la stanchezza

anticipata di ciò che non troveranno.

E mi fa ancora più male sentire che la colpa è anche nostra. Sì, abbiamo

lasciato in eredità forse un normale benessere, ma non abbiamo potuto

lasciare... quello che abbiamo dimenticato di combattere e quello che

abbiamo dimenticato di sognare per noi e per gli altri.

Una sconfitta definitiva? No, non credo proprio. Se è vero che questa è la

nostra realtà, guardarla in faccia non può far male a nessuno. Basta non

farsi prendere dalla stupidità dello sconforto. E’ la non consapevolezza che

crea malesseri nascosti e uccide per delega. Se un uomo conosce con

chiarezza il suo male, qualsiasi esso sia, ha anche la forza per

combatterlo.

Bisogna assolutamente trovare il coraggio di abbandonare i nostri meschini

egoismi e cercare un nuovo slancio collettivo magari scaturito proprio dalle

cose che ci fanno male, dalle insofferenza comuni, dal nostro rifiuto.

Perché un uomo solo che grida il suo no, è un pazzo. Milioni di uomini che

gridano lo stesso no, avrebbero la possibilità di cambiare veramente il

mondo.

 

Mi fa male il mondo,

mi fa male il mondo...

Mi fa male il mondo,

mi fa male il mondo...

 

Mi fa bene comunque credere

che la fiducia non sia mai scomparsa

e che d'un tratto ci svegli un bel sogno

e rinasca il bisogno di una vita diversa.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

 

Mi fa bene comunque illudermi

che la risposta sia un rifiuto vero

che lo sfogo dell'intolleranza

prenda consistenza e ridiventi un coro.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

 

Ma la rabbia che portiamo addosso

è la prova che non siamo annientati

da un destino così disumano

che non possiamo lasciar ai figli e ai nipoti.

 

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

Mi fa male il mondo, mi fa male il mondo...

 

Mi fa bene soltanto l'idea

che si trovi una nuova utopia

litigando col mondo.

 

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un piccolo omaggio al cantautore recentemente scomparso